Rugby&Salute - L'ex Springbok van der Westhuizen colpito dalla Sla

Joost_van_der_Westhuizen.jpg E' stato capitano del Sud Africa e nella sua carriera ha ottenuto 89 caps e vinto la Coppa del Mondo 1995. Oggi, però, Joost van der Westhuizen, 40 anni, ha davanti a sé una battaglia ben più difficile. Al giocatore, infatti, è stata diagnosticata la malattia dei motoneuroni, tristemente famosa come la Sla. E non è il primo caso nel rugby sudafricano.

Nazionale sudafricano dal 1993 al 2003, 89 caps conquistati e 190 punti realizzati, Joost van der Westhuizen è stato il mediano di mischia che ha portato gli Springboks a conquistare il Mondiale del 1995. Giocatore dei Bulls e dei Blue Bulls, la sua vita privata è stata costellata, dopo il ritiro, di scandali sessuali e che hanno coinvolto anche il consumo di droga.
Nel 2009 venne ricoverato in ospedale per un presunto infarto subito proprio mentre guardava un match di rugby in televisione. Dimesso senza che vi fosse nulla di sospetto, forse è stata la prima avvisaglia della malattia che ora lo ha colpito.
Come detto, purtroppo, van der Westhuizen non è il primo Springbok a essere colpito dalla Sla. Anche André Venter, suo compagno di nazionale negli anni '90, è stato ricoverato nel 2006 per un presunto attacco virale. Da allora la sua situazione clinica è peggiorata e, attualmente, è semiparalizzato e vive su una sedia a rotelle. Nel 2007, invece, è deceduto a soli 38 anni il neozelandese Jarrod Cunningham, estremo con esperienze sia nel Super Rugby sia nel campionato inglese con la maglia dei London Irish. Colpito nel 2002 dalla Sla, venne obbligato dalla malattia a ritirarsi.
Tre casi preoccupanti e tragici, cui si aggiungono i diversi rugbisti sudafricani colpiti negli ultimi anni da cancro e altre patologie molto gravi. Che devono, purtroppo, far riflettere. La Sla, infatti, è tristemente famosa anche in Italia per l'alto numero di calciatori che si sono ammalati negli ultimi anni. Una percentuale di molto superiore alla normale popolazione e che ha aperto il campo a molte ipotesi. Alcune delle quali sono state affrontate, per esempio, da Raffaele Guariniello, Procuratore presso la Procura della Repubblica di Torino. Guariniello, da sempre in prima linea nelle indagini su sport e salute, parlando della Sla ha, infatti, dichiarato: "Le ipotesi su cui lavoriamo di più sono l'uso di sostanze dopanti, micro traumi, sia agli arti inferiori sia a traumi dovuti a colpi di testa. Una terza ipotesi sui cui stiamo lavorando molto, è l'uso di sostanze tossiche per il mantenimento dei campi di gioco". Doping e traumi, due ipotesi che devono far paura.


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