Rugby&Numeri - Il Coni e l'Istat smentiscono Dondi: Tesserati in calo

Coni_Istat_2009.jpg Sono stati presentati ieri nella sede del Coni i dati Istat sullo sport in Italia. Cifre e dati molto interessanti, che fanno emergere un maggior interesse degli italiani all'attività fisica, all'agonismo e, in generale, allo sport. Numeri che raccontano storie e che, in ottica rugby, vanno letti con attenzione.

Nel 2010, infatti, i sedentari sono scesi sotto il 39% della popolazione, cedendo di 2.3% in un anno, cioè più di un milione di italiani che hanno ripreso o iniziato a fare sport. Dato molto bello e importante, il 3% di crescita dell'attività sportiva tra i bambini tra i 6 e i 10 anni.
Dato importantissimo, poi, il numero di tesserati alle varie Federazioni. Dal 2008 al 2009 vi è stato un incremento del 4.6% dei tesserati (4.185.843), dato che non può non venir legato alle Olimpiadi di Pechino del 2008. A dimostrazione che gli sport olimpici creano movimento e creano tesserati.
Passando a parlare di singoli sport, a farla da padrone è sempre il calcio, con il 26.9% dei tesserati. Palla tonda che, però, in dieci anni ha perso quasi due punti percentuali, visto che nel 1999 erano il 28.8% dei tesserati globali. Alle spalle del calcio c'è la pallavolo (7.8%), in fortissima crescita rispetto al '99, seguita da pallacanestro (7.7%), tennis (5.8%) e pesca sportiva/attività subacque (5.5%). Nei primi dieci posti non risulta il rugby.
Secondo i dati ufficiali Coni/Istat, infatti, nel 2009 la Federazione Italiana Rugby aveva 911 società affiliate, con 59.624 tesserati. Cioè era il ventesimo sport in Italia come praticanti. Rispetto al 2008 si tratta di una crescita del 5.6% come società, ma, udite udite!!!!, un calo del 4.2% come tesserati!


Ma qualcuno non diceva che il movimento era sano e che continuava a crescere?


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