Affari italiani - Ecco Jacques Brunel, il futuro coach dell'Italrugby (Dondi dixit)

brunel_biografia.jpg Verrà annunciato nei prossimi giorni, questa settimana o subito dopo la semifinale di Heineken Cup che vede il suo Perpignan affrontare i Northampton Saints. Ma anche se manca l'ufficialità (in Italia, perché in Francia il presidente Dondi già si è sbilanciato, come ha scovato IlGrillotalpa) è Jacques Brunel il nuovo allenatore dell'Italrugby. Ma chi è Jacques Brunel?

57 anni, è nato a Courresan il 14 gennaio 1954, è stato un discreto giocatore per oltre 10 anni. Estremo è stato una bandiera dell'Auch, con cui ha giocato dal 1976 al 1988. Proprio con la formazione della Guascogna ha iniziato la carriera d'allenatore. Nel 1995 passa al Colomiers con il quale, nel 1998, si aggiudica la Challenge Cup. Il trofeo europeo viene bissato da Brunel due anni dopo, questa volta sulla panchina del Pau.
Nel 2001 Jacques Brunel entra nello staff tecnico della nazionale francese sotto la guida di Bernard Laporte, allenando gli avanti fino ai Mondiali del 2007. Finita l'esperienza con i Bleus eccolo approdare sulla panchina del Perpignan, con cui si laurea campione di Francia nella stagione 2008-2009. L'anno scorso ha raggiunto la finale del Top 14, venendo sconfitto dal Clermont. In questa stagione, invece, molte delusioni in terra francese, con il Perpignan che ha fallito l'accesso ai playoff, ma Jacques Brunel è ancora in corsa per la Heineken Cup, dove è arrivato come detto in semifinale.
Il rugby del coach di Courresan non è certo quello champagne che nell'immaginario viene giocato dai team francesi, ma è molto solido e concreto. Pur avendo giocato da estremo, infatti, Brunel ha un occhio di riguardo particolare per la mischia, punto di forza delle sue formazioni. Difesa solida, possesso degli avanti e un utilizzo chirurgico dei trequarti sono il credo di Brunel, da cui non ci si può, quindi, aspettare una rivoluzione filosofica del gioco azzurro. La grande differenza, almeno sulla carta e a sentire le voci che giungono da ambienti federali, tra il coach francese e quello sudafricano potrà essere la libertà d'azione che la Fir garantirà a Brunel. Che sarà, almeno nelle intenzioni, più un director of rugby con un controllo maggiore dell'intera struttura ovale italiana piuttosto che un semplice coach. Ammesso, e non concesso, che in Federazione vi sia veramente la volontà di dare così ampi poteri a Brunel. E che non vi siano sacche di resistenza da parte di chi, con una simile scelta, perderebbe decisamente potere.


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