ULTIMA ORA - Il Sei Nazioni resta a Roma: accordo trovato (ma non tutto è risolto)

Immagine di anteprima per flaminio-esaurito_irlanda.jpgAlla fine la fumata bianca è arrivata. Non si sanno ancora i dettagli dell'incontro avuto questo pomeriggio dai rappresentanti del Comune di Roma, gli eredi dell'ingegnere Nervi e Giancarlo Dondi, presidente della Fir, ma le notizie che arrivano da Roma sono chiare. Il Sei Nazioni non si muove dalla capitale. Non si sa quale sia l'accordo cui si è giunti con la Fondazione Nervi, ma quel che è certo è che le premesse per i lavori al Flaminio sembrano esserci.

Se le dichiarazioni del Comune e della Fir sono ottimistiche, meno certezze arrivano dalle parole della Fondazione Nervi. Come raccolto da Christian Marchetti, infatti, l'incontro odierno è solo interlocutorio e, alla fine, ha semplicemente sancito la volontà di tutte le parti di restare a Roma. Ma tra il dire e il fare...
"Ci rivedremo nuovamente a breve per vagliare tutte le ipotesi discusse oggi. A ogni modo possiamo assicurare che il torneo rimarrà nella Capitale - ha detto Mario Nervi, che però poi precisa -. Per ora si è ragionato soltanto su un progetto (quello dell'architetto Eloy Suarez, ndr), ma ci sono anche altre alternative con strutture mobili o semimobili per esempio. Vedremo, ne parleremo in altre riunioni stavolta dal tenore squisitamente tecnico". Insomma, in vista nuova proposte, nuovi progetti, nuove strutture temporanee e, soprattutto, ancora le questioni tecniche che fino a ora hanno diviso eredi e istituzioni non sono state risolte. Quel che resta, quindi, è la volontà di tutti di non abbandonare Roma. E viste le promesse è già tanto.


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