Affari italiani - Tra stadio e sponsor giornata campale per l'Italia ovale

adidas_maurobergamasco.JPG Chiudere la pratica Adidas e mettere in pista la ristrutturazione dello stadio Flaminio. Il mercoledì da leoni della Federazione italiana rugby passa da due step fondamentali per l'Italrugby. Stamani, infatti, l'appuntamento era con il produttore tedesco per fare il punto e, possibilmente, chiudere il discorso sponsor tecnico. Questa sera, poi, appuntamento a Roma con Comune e Fondazione Nervi per capire se il Sei Nazioni potrà restare a Roma.

Sembra, infatti, ormai in dirittura d'arrivo la sponsorizzazione da parte di Adidas della Nazionale italiana rugby. Un connubio, quello tra l'azienda tedesca e il rugby italiano non nuovo, che passa dagli Aironi e arriva a due pilastri azzurri come Martin Castrogiovanni e Mauro Bergamasco (qui sopra le nuove scarpe proprio dedicate al flanker dello Stade Français). E oggi si potrebbe essere messa la parola fine alla trattativa.
Più complesso il discorso Flaminio. A parole, infatti, tutti vogliono tenere il Sei Nazioni a Roma. Dagli eredi Nervi al presidente Dondi, dal sindaco Alemanno al presidente Coni Petrucci. Ma nei fatti la trattativa tra Comune e Fondazione Nervi è tutt'altro che facile. Molti i paletti che gli eredi dell'ingegnere stanno mettendo, molti gli aut aut che rendono complicata la realizzazione del progetto dell'architetto Sanchez, che, per inciso, dovrà anche essere rapportato con il lavoro di Renzo Piano, chiamato dal Comune a ridare lustro all'intero quartiere intorno allo stadio. Appuntamento per il tardo pomeriggio di oggi. A Roma ci si aspetta una fumata bianca. Ma è una certezza o una speranza?

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