JWC 2011 - Cavinato: "Sarà dura, ma vogliamo crescere ancora"

cavinato_interview_jwc.jpg Mancano quasi due mesi, ma per Andrea Cavinato il Junior World Championship 2011 - il Mondiale U20 che dal 10 al 26 giugno - è già cominciato. Il 10 giugno, a Treviso - città natale del responsabile tecnico dell'Italia Under 20 - l'appuntamento è di quelli da non perdere, di quelli impossibili da dimenticare: esordio iridato contro la Nuova Zelanda, dominatrice delle tre precedenti edizioni del più importante torneo iridato giovanile organizzato dall'IRB.


Foto per gentile concessione di Elena Barbini

Un impegno difficile, cui seguiranno nella prima fase altre due partite di altissimo livello contro Argentina e Galles, ma un impegno cui Andrea Cavinato, il suo staff e tutto il gruppo capitanato da Piermaria Leso vogliono farsi trovare pronti, decisi a entusiasmare il pubblico della regione Veneto e di tutta l'Italia, rugbistica e non. Da lunedì sera, l'Italia U20 è in raduno a Tirrenia: trentotto giocatori (più un lungo elenco di infortunati in fase di recupero) convocati per contendersi i ventisei posti disponibili nella lista iridata. Giovedì pomeriggio è in programma una partita tra "Probabili" e "Possibili" che darà importanti indicazioni sulla scelta degli uomini per il Mondiale ma, in attesa della partita in famiglia, Cavinato traccia obiettivi e ambizioni della Nazionale prossima protagonista del Mondiale italiano di giugno in questa "autointervista" concessa all'ufficio stampa Fir.
L'Italia si presenta al Junior World Championship dopo aver chiuso il Sei Nazioni crescendo, con la vittoria sulla Scozia. Quali sono le ambizioni di questa squadra in vista dei Mondiali? "Ci aspettiamo un'Italia performante, decisa a dimostrare come la crescita vista nel 6 Nazioni non sia stata casuale ma frutto di un lavoro che dovrà continuare e che dovrà essere supportato da prestazioni di qualità".
Giocare il Mondiale in casa rappresenta una splendida opportunità, quanto supporto ti aspetti dal pubblico italiano? "Giocare un Mondiale in casa è una fortuna che capita a pochi giocatori nel corso della carriera, dovrà essere uno stimolo in più per ogni giocatore e per ogni membro dello staff a trovare in fondo al proprio cuore quel qualcosa in più per andare oltre il 100%. Sarà un Mondiale estremamente duro, l'obiettivo per noi deve essere quello di confermarci nelle prime dodici squadre al mondo e per farlo dovremo dare più del massimo, far capire al nostro pubblico che ci batteremo e daremo sempre il 110%".
Vi attende un girone di ferro con Nuova Zelanda, Galles e Argentina: avversario per avversario, quali sono le tue aspettative per la prima fase? "E' difficile parlare del girone eliminatorio, conosciamo solo il Galles per averlo affrontato nell'ultimo Sei Nazioni ma sappiamo comunque che sia Nuova Zelanda che Argentina sono due squadre molto forti.Noi andremo sempre in campo senza alcun timore reverenziale e con la voglia di dare il massimo. Certo, sfidare la Nuova Zelanda nel match d'esordio del 10 giugno a Treviso sarà emozionante per i giocatori, che si confronteranno per la prima volta con il rugby dell'Emisfero Sud sfidando il più prestigioso avversario del Mondiale. Contro i Baby-Blacks dovremo fare una grande partita, provare ad avere una buona conquista e giocare senza paura".
La rosa allargata dell'Italia U20 consta di quasi cinquanta atleti, è un segnale di crescita importante per il rugby italiano. Quanto ha influito il lavoro delle Accademie in questi anni? "Le Accademie non sono un capriccio italiano, sono strutture fondamentali e credo che i risultati che stiamo avendo siano sotto gli occhi di tutti: gli atleti formati in Accademia che oggi giocano in Eccellenza o negli altri campionati hanno grandi qualità e le mettono in mostra ogni sabato, non è possibile non notare la differenza. Io credo che oggi le nostre Accademie siano a un livello tale da permetterci di non guardare più al lavoro di nazioni come la Scozia: dobbiamo mirare al livello delle accademie francesi e inglesi, continuare a imparare dai migliori".
Che gioco dobbiamo aspettarci dall'Italia U20 ai Junior World Championship? "Ovviamente, di partita in partita ci saranno degli adattamenti di natura tattico-strategica, ma sicuramente dovremo mettere in piazza una difesa performante come quella vista nel 6 Nazioni contro Francia e Scozia, mentre una buona conquista sarà alla base del nostro gioco offensivo. Vorrei che il pubblico di Padova, Rovigo e Treviso si divertisse nel venire a vedere un'Italia offensiva e spavalda, senza essere però arrogante. Lavoriamo conoscendo bene i nostri limiti, con tanta umiltà e serietà, per arrivare a fare il gioco che vogliamo".
Benvenuti e Gori hanno fatto il proprio esordio in Nazionale maggiore dopo aver vestito la maglia dell'Under 20 la passata stagione. C'è un giocatore del 2010 che vorresti ritrovare per il Junior World Championship? "Il passato è passato, siamo soddisfatti dei giocatori che abbiamo qui con noi per prepare il Mondiale e vogliamo che dimostrino di valere come e più di chi li ha preceduti. Abbiamo la stessa qualità complessiva in ogni ruolo, dove viene meno la fisicità possiamo contare su una maggiore attitudine o viceversa. Crediamo moltissimo in questo gruppo e nella voglia di ogni singolo giocatore di dimostrare la propria maturazione".
Quale è il pronostico di Andrea Cavinato per il Junior World Championship del prossimo giugno in Italia? "La Nuova Zelanda è sicuramente favorita, ma l'Inghilterra è una squadra che da cinque anni a questa parte lavora per questo Mondiale giovanile e in vista del Mondiale assoluto del 2015. Quello inglese è un gruppo estremamente competitivo e credo che potrà raggiungere la Nuova Zelanda in semifinale. Sudafrica ed Australia non le conosco direttamente, credo possano venire subito dietro ai giovani All Blacks ed all'Inghilterra e lottare per un posto in finale. La Francia, invece, non credo abbia le qualità per arrivare sino in fondo".
Per finire, un messaggio al pubblico italiano... "Mi ripeto: io spero che il pubblico ci sostenga sempre, sia sempre positivo verso questa squadra e sappia spronarla nei momenti di difficoltà. I nostri tifosi saranno fondamentali per lo spirito di questa Italia e per spingere i ragazzi verso risultati importanti: giocare in casa cambia tutti gli equilibri, contare sul sostegno di tutto un Paese sarà fondamentale".


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