Polemiche ovali - I Barbarians e quel cap di troppo

stephen-jones_100.jpg Ieri, nei commenti all'articolo sulle convocazioni dei Barbarians, qualcuno ha fatto notare che non si trattava di test match, ma di semplice amichevole. Ebbene, non sembrano pensarla così in Galles, visto che ai giocatori che scenderanno in campo la WRU assegnerà un cap, come per un normale confronto internazionale. E le polemiche sono subito scoppiate.

L'annuncio di considerare la partita tra Galles e Barbarians ufficiale era stata data dalla Federazione gallese il primo aprile. Molti avevano creduto, e sperato, in un pesce, ma si sono dovuti ricredere quando i Dragoni hanno perseverato con questa posizione. Una scelta, quella welsh, che sta scatenando grandissime polemiche.
Secondo i gallesi, ieri è intervenuto a riguardo anche Neil Jenkins, l'importanza dell'evento - i 130 anni della WRU - e la qualità delle convocazioni sono più che sufficienti a spiegare la scelta di offrire un cap ai giocatori che scenderanno in campo. Ben diversa, invece, la posizione dei detrattori. I Barbarians si chiamano in realtà Barbarian Rugby Club, cioé sono un club a inviti, non certo una nazionale. E i match tra nazionali e club non hanno mai concesso caps. Inoltre, premiare con un cap i giocatori gallesi sarebbe un insulto a vecchi campioni della palla ovale. In passato, infatti, il Galles si rifiutava di concedere l'ufficialità dell'incontro nelle sfide contro squadre come Argentina, Fiji o Romania (anche all'Italia capitava con Francia, Scozia e Inghilterra, tra le altre). Quindi campionissimi come JPR Williams hanno disputato match internazionali contro ottime nazionali senza venir premiati con un cap. Il 6 giugno, invece, Stephen Jones potrebbe addirittura festeggiare i 100 caps con la maglia del Galles, proprio sfidando i Barbarians.
Ma al di là delle questione storiche, del valore intrinseco e reale di una sfida rispetto a un'altra, il problema è, tanto per cambiare, economico. Rendere ufficiale il match, avvalorarne il valore con i caps farà sì che la WRU farà lievitare i prezzi dei biglietti. Non più in vendita per una "semplice" amichevole, ma per un test match con tutti i crismi. Una polemica che, probabilmente, si trascinerà fino al 6 giugno se non oltre. Accompagnata dal silenzio dell'Irb, forse l'unica a poter mettere la parola fine su questa, alquanto folle, disputa. 


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