Rugby&Doping - Squalifica in Inghilterra, ma è polemica

Karena-Wihongi.jpg Quattro mesi di squalifica al giocatore degli Sale Sharks Karena Wihongi, trovato positivo a un controllo antidoping. Il pilone avrebbe assunto del methylhexaneamine, uno stimolante, e per questo dovrà stare lontano dai campi da gioco fino al 27 maggio. Stagione finita, quindi, per Wihongi, ma l'Associazione giocatori è sul piede di guerra. E non a torto.

Il methylhexaneamine, infatti, è lo stesso stimolante trovato nel sangue dei due giocatori del Sud Africa Bjorn Basson e Chiliboy Ralepelle. I due Springboks, sospesi in via precauzionale dalla SARU, sono stati poi assolti completamente sia perché avevano assunto il farmaco a loro insaputa (è contenuto in molti integratori, spesso non segnalato), sia perché il methylhexaneamine è stato declassificato proprio quest'anno dalla Wada.
A parlare è l'ex nazionale inglese Damian Hopley "La RPA è in prima linea nella lotta al doping, ma al tempo stesso siamo molto preoccupati per l'inconsistenza delle accuse per le quali ultimamente alcuni giocatori sono stati puniti. A Karena è stato dato un integratore nell'intervallo e per lui era ovvio che si trattasse di una sostanza legale e non dopante - ha detto Hopley -. Ma tutto ciò, seppur provato, non ha portato ad alcuno sconto di pena. Siamo d'accordo che, alla fine, è il giocatore a essere responsabile di ciò che prende, ma siamo anche pronti a portare il caso a livello nazionale e internazionale, perché convinti che la punizione sia eccessiva". E, soprattutto, che si decida a livello internazionale. Perché non è accettabile che vi siano due pesi e due misure. Perché non avere la certezza della pena, qualunque sia, è il primo passo per il fallimento di una politica antidoping.


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