Nuova Zelanda - La haka delle "mammolette" All Blacks è salva

Ngati_Toa_haka.jpg La haka è salva. Gli All Blacks potranno continuare a cantare e ballare la danza guerriera prima delle loro battaglie ovali. A mettere a rischio una tradizione (e un marchio commerciale non indifferente) che ormai fa parte del rugby neozelandese era stata la tribù Ngati Toa, come ci racconta Stefania Mattana.

L'iconica Haka "Ka Mate" degli All Blacks è salva. A dirlo è un comunicato della NZ Rugby Union, con cui si annuncia la firma di un accordo con la tribù Ngati Toa, detentrice dei diritti di proprietà intellettuale sulla Haka dal 2009.
La Haka è una tradizione che gli All Blacks inaugurarono nel 1900, e da allora è diventata una sorta di "marchio di fabbrica" della squadra, un'inquietante e spettacolare manifestazione di coraggio e forza che incute fascino e timore in tutto il mondo. Lo stesso "marchio di fabbrica" che gli Ngati Toa, indigeni dell'Isola del Nord, reclamano come parte della loro identità etnica e per cui si sono battuti fino a rivendicarne la paternità.
L'accordo in oggetto, firmato nella notte italiana a Takapuwahia Marae (Porirua, pochi chilometri da Wellington), permette agli All Blacks di continuare a utilizzare la Haka, a patto che non se ne alteri la genuinità della danza.
Infatti, il timore della tribù era proprio che si arrivasse ad una mancanza di rispetto nei confronti dell'anima stessa della danza, tanto che si era parlato di dispute legali e di "brevetto" di alcune parti della "Ka Mate" stessa. E di fatto, se la NZRU ne detiene l'uso legale, i Ngati Toa ne hanno il pieno controllo dei diritti. "É solo un accordo, e non ci sono interessi finanziari collegati", ha dichiarato il rappresentante degli Ngati Toa, Riki Wineera. "Non cambierà nulla dal nostro punto di vista. Siamo molto orgogliosi di danzare questa Haka e di averla resa l'icona delle nostre squadre nazionali ", ha affermato dal canto suo il CEO della NZRU, Steve Tew. Ma l'accordo per Wineera non sembra essere un traguardo, ma un punto di partenza che gli All Blacks dovrebbero sfruttare per migliorarsi, prendendo proprio esempio dal modo con cui gli uomini della sua tribù performano la Haka. "L'ho detto tranquillamente a quelli della NZRU, che gli All Blacks sembrano delle mammolette, quando fanno la Haka. Ecco perché ho pensato che potrebbero prendere esempio dai nostri, che sarebbero felici di insegnar loro la vera Ka Mate.", ha aggiunto Wineera.
La NZRU ha incassato bene il colpo, dichiarando che gli All Blacks prenderanno seriamente in considerazione l'invito al corso d'aggiornamento degli Ngati Toa. "I ragazzi hanno voglia di imparare e sono interessati alla storia dei Maori. ", ha detto il presidente Mike Eagle. E se i ventidue tuttineri sono delle "mammolette", gli Ngati Toa devono davvero sapere il fatto loro.


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