Terremoto in Nuova Zelanda - Dan Carter: "E' devastante, il rugby l'ultimo pensiero"

terremoto_nuova_zelanda_carter.jpg Mentre ha quasi superato tristemente quota 100 il conto delle vittime del terremoto di tre giorni fa a Christchurch, in Nuova Zelanda, si inizia a pensare al futuro, anche a quello ovale. I Crusaders, la squadra di Super Rugby di Christchurch, ha perso la sua casa, l'Ami Stadium, per tutta la stagione e, probabilmente, giocherà a Nelson. Nel frattempo Dan Carter, uno dei leader della squadra, racconta l'angoscia di quelle ore, in un'intervista raccolta da Stefania Mattana.

Il Trafalgar Park di Nelson è il principale candidato per ospitare i Crusaders nelle loro otto partite in casa. Il gran capo dei Crociati Hamish Riach, però, sta vagliando ancora tutte le proposte e gli stadi dell'area, compresi quelli in Australia. L'Ami Stadium, l'arena dei Crusaders, è stato dichiarato completamente inagibile dopo la tremenda scossa di tre giorni fa, che ha messo in ginocchio l'intera Christchurch. Riach ha dichiarato che la decisione definitiva sarà emanata al massimo nella giornata di domani. 
Con il campo di Blenheim non disponibile per problemi tecnici legati al sistema di drenaggio, l'opzione più vicina a Christuchurch sembra essere quella di Nelson, che ospiterà anche due partite della prossima Coppa del Mondo. Il Trafalgar Park è già stato teatro di partite di Super Rugby, e la sua capienza (che arriva fino a 15 mila posti) risponde agli standard minimi richiesti dal Board di Super 15 per ospitare il massimo campionato dell'emisfero sud. 
Dal canto loro, in quel di Nelson sono pronti ad adottare i Crusaders. L'amministratore delegato del Tasman Rugby Pietro Barr ha apertamente dichiarato la loro disponibilità: "Noi ci saremo, se e quando i Crusaders avranno bisogno di noi", ha detto. Effettivamente, la soluzione di Nelson appare la migliore, perché relativamente vicina a Christchurch.


Il vicecapitano dei Crusaders Dan Carter è stato uno dei protagonisti della scelta di sospendere la partita  di Super 15 prevista per domani contro gli Hurricanes. I Crusaders hanno deciso di chiamarsi fuori dal match a seguito del disastroso terremoto che ha portato via anche uno di loro, Phil McDonald, membro del board Crociato.
Il numero 10 degli All Blacks si è dichiarato completamente d'accordo con la decisione: "Nessuno di noi ha la testa al rugby in questo momento", ha detto ai microfoni di una nota tv neozelandese. "Alla fine abbiamo preso la decisione migliore.  I ragazzi ne hanno passato di cotte e di crude questi giorni, è davvero dura riprendersi". Carter si stava allenando con i compagni di squadra, quando la furia del terremoto si è sfogata su Christchurch. "Stavo per andare a farmi la doccia, ma siamo riusciti a uscire dallo stadio, mentre tremava ancora tutto. Siamo stati sbattuti da una parete all'altra, è stato terribile".
Come tutti, dopo la prima tremenda scossa, Carter è corso a verificare le condizioni di salute dei suoi cari. E se i familiari per fortuna stanno tutti bene, la sua casa invece è stata danneggiata, come molte altre della periferia est di Christchurch.  "Vicino casa è tutto un casino, il ponte non si può attraversare, ovunque ci sono i segni della liquefazione. Io e mia sorella siamo schizzati a Southbridge da mamma e papà."
Dan Carter è nato e cresciuto nei pressi di Christchurch, e il suo sgomento nel vedere la sua città natale ridotta in macerie è evidente. "É molto triste ed è davvero difficile spiegare che cos'è, qui. Puoi vedere i servizi in tv, ma non pensi mai che possa succedere a casa tua. La perdita di vite umana è una cosa semplicemente orrenda, mi sento veramente vicino alle persone qui fuori che stanno vivendo in prima persona questa situazione. É... è devastante." Il ritorno alla vita quotidiana sembra ancora un obiettivo lontano, ma anche Carter non nasconde il suo ottimismo. Già lunedì prossimo i Crusaders dovrebbero ricominciare con gli allenamenti in previsione della prossima partita.
Un passo alla volta, per tornare alla normalità.


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