Sei Nazioni 2011 - Gatland: "Troppi stranieri in Galles, non ho opzioni"

gatland_stranieri.jpg Tutto il mondo è Paese. A sentire le dichiarazioni rilasciate da Warren Gatland prima della sfida di sabato prossimo al Flaminio, quando il Galles sfiderà l'Italrugby nel terzo turno dell'RBS Sei Nazioni, sembra di sentir parlare Mallett o un qualsiasi appassionato/commentatore italiano. Troppi stranieri in un ruolo chiave in Celtic League e una coperta troppo corta quando si parla di rosa.

Tutto nasce dall'infortunio di Jonathan Davies, centro gallese, che si va a sommare agli stop di Tom Shanklin, Andrew Bishop e Gavin Henson. Quattro giocatori indisponibili, tutti centri. Una situazione che ha costretto Gatland a spostare ancora una volta James Hook, dopo l'esordio a estremo e il match con la Scozia ad apertura, che con l'Italia giocherà centro.
E per Gatland la colpa è delle franchigie celtiche e dei troppi stranieri. "Attualmente ci sono Casey Laulala e Regan King che giocano regolarmente a 13 per i Cardiff Blues e gli Scarlets, mentre spesso l'irlandese Tommy Bowe è stato schierato a centro dagli Ospreys. E' ovvio che con uno o due infortuni ci mettano in difficoltà. Per fortuno James (Hook, ndr.) è abituato al ruolo e questo darà la possibilità a Stephen Jones di giocarsi le sue chance all'apertura". Insomma, Gatland fa buon viso a cattivo gioco, ma il messaggio è chiaro: a secondo centro le opzioni gallesi sono limitate. E i club non aiutano. Mallett docet.


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