Rugby&Olimpiadi - L'Irlanda crea il campionato di rugby a sette. E l'Italia continua a restare a guardare...

irish_seven.jpg Probabilmente se chiedessi a mia figlia di due anni e mezzo cosa serve per partecipare alle Olimpiadi nella specialità rugby a sette mi risponderebbe in maniera incomprensibile, ma interpretando le sue parole il significato sarebbe: "Un campionato di rugby a sette, papà". Effettivamente è un discorso talmente logico che ci arriverebbe anche un bambino. Ci sono arrivati gli inglesi, ora pure gli irlandesi. Ah, gli italiani no. Ma, effettivamente, mia figlia non ha voce in capitolo.

L'Irfu, la Federazione irlandese di rugby, ha annunciato oggi la creazione di un IRFU Club Sevens Championship. Un campionato provinciale (suddiviso quindi nelle quattro province irish) cui si affiancherà un All Ireland Club Sevens Championship, con il team vincitore che rappresenterà l'Irlanda nell'Ultimate 7s europeo.
I tornei dell'IRFU Club Sevens vedranno formazioni maschili, femminili e juniores in rappresentanza dei club che partecipano alle leghe provinciali di rugby a XV. I due team vincitori di ogni torneo provinciale a seven parteciperanno alle finali dell'IRFU All Ireland Club Sevens Championship. Dalla stagione 2011/12 il tutto verrà esteso a scuole e club giovanili. I round provinciali dell'IRFU Club Sevens si svolgeranno in maggio, con la finalissima dell'All Ireland Championship che verà disputata il 21 maggio al St Mary's College RFC.
Il domestic game manager dell'Irfu Scott Walker ha dichiarato: "L'ingresso del rugby seven alle Olimpiadi porterà a un aumento d'interesse e popolarità del rugby in generale. L'IRFU Club Sevens Championship vuole introdurre gli skills del rugby a sette al livello amatoriale e provinciale, dando un'enfasi particolare allo sviluppo dei giocatori irlandesi e al loro miglioramento nel rugby union".


Insomma, creare dei campionati nazionali a tutti i livelli, per far conoscere il rugby seven, per far imparare le gestualità e le qualità del seven, migliorare anche la qualità di chi gioca a rugby a XV e, infine, creare un movimento in ottica Olimpiadi. Da giocarsi in primavera, quando i campionati nazionali sono conclusi. Insomma, modestamente quello che Rugby 1823 e il sottoscritto dicono di fare in Italia da tempo. Inascoltati. Ah già, ma qui siamo in Italia, non in Irlanda. E mia figlia di due anni e mezzo non ha ancora voce in capitolo in Federazione.


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