Sei Nazioni 2011 - Italrugby: stanchi o semplicemente deboli?

italia_stanchezza.jpg E' stato uno dei passaggi incriminati della ormai famigerata intervista di Giancarlo Dondi a Il Gazzettino. "I giocatori arrivano stanchi in nazionale" aveva detto il presidente Fir. Insomma, troppi minuti in campo durante la stagione e, quando è il momento di vestire la maglia azzurra, fisici provati nei momenti clou. Un giudizio che, però, si scontra contro i numeri, come ancora una volta proprio Ivan Malfatto ci propone.

"I tre azzurri con più minuti giocati da inizio stagione sono Mirco Bergamasco (Racing), Sergio Parisse (Stade Français) e Martin Castrogiovanni (Leicester). Bergamasco fra i trequarti e i mediani ha collezionato 1537' complessivi. Terzo più utilizzato d'Europa dietro a Rougerie (Francia, 1681') e Southwell (Scozia, 1532'). Per trovare gli azzurri del Benetton bisogna scendere al 12° posto con Kris Burton (1350'), 28° con Alberto Sgarbi (1125') e intorno al 40° con Luke McLean (951'). Nella Top 10 Foden (1509'), Hape (1488'), Young (1437') e poco dietro Wilkinson (1361'), Cueto (1258'), Ashton (1193') e Tindall (1183')". Cioé sei dei giocatori che hanno umiliato l'Italia a Twickenham e che, di certo, a Londra non sono arrivati freschi e riposati.
Le cose non cambiano granché se si analizzano i minuti giocati dagli avanti, sia in prima linea sia dietro. Ma a evidenziare l'errore nell'affermazione di Dondi è il dato finale proposto da Malfatto. E che riguarda direttamente i due match disputati dagli azzurri. "Sommiamo infine i minutaggi dei 60 titolari di Italia-Irlanda e Inghilterra-Italia. Irlandesi (16.272' complessivi, media giocatore 1084') e inglesi (18.405' e 1227') hanno giocato più degli italiani (rispettivamente 16.010/1.067' e 14.856/990')". Insomma, non solo gli italiani hanno giocato complessivamente meno dei diretti avversari, ma a ben vedere il match dove la stanchezza poteva essere simile è stato quello in cui gli azzurri hanno rischiato di vincere. Contro gli inglesi, invece, il divario nel minutaggio è abissale.
E' la stanchezza, quindi, una scusa plausibile per le pessime prestazioni azzurre? E, soprattutto, se anche così fosse, la Celtic League non doveva proprio servire a dare minuti importanti agli azzurri in campo internazionale? Siamo di nuovo alla moglie ubriaca e la botte piena: si vuol far fare esperienza ai ragazzi azzurrabili, ma si vuole pure che giochino poco per non stancarsi. Insomma, qualcuno faccia chiarezza nella propria testa ed eviti di arrampicarsi sui vetri per giustificare l'ingiustificabile. L'Italia perde perché non ha esperienza, perché è stanca, perché i club fanno una programmazione psico-fisica sbagliata o non coordinata con lo staff tecnico della nazionale (ipotesi non contemplata dal presidente) o, forse, solo perché più scarsa degli avversari?


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