Sport&Salute - Commozioni cerebrali nel rugby: arrivano regole più ferree

concussion.jpg E' uno dei cinque infortuni più comuni nel rugby ed è anche uno dei più pericolosi. La commozione cerebrale è da tempo al centro dell'attenzione dell'Irb e delle Federazioni, soprattutto con l'aumento negli ultimi mesi di giocatori che si sono dovuti ritirare dall'attività a causa delle troppe botte prese. Commozioni cerebrali che, troppo spesso, non bastano a far abbandonare il campo ai rugbisti. Ma ora l'International Rugby Board ha deciso un severo giro di vite.

La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l'infortunio subito a novembre da Chris Ashton durante il test match tra l'Inghilterra e il Sud Africa. Colpito duramente alla testa, il giocatore è rimasto in campo con il benestare dei medici, nonostante l'arbitro avesse "consigliato" il cambio. Una scelta pericolosa, che oggi l'Irb vuole impedire.
Le nuove regole, che dovrebbero venir approvate a marzo, imporranno l'obbligo a sostituire un giocatore nel caso in cui vi sia il sospetto di una commozione cerebrale. Non basteranno, quindi, le cure sul terreno di gioco per rimettere in piedi chi, spesso, ha lo sguardo perso nel vuoto dalla botta. Non verrà approvata, invece, la proposta che prevedeva una sostituzione temporanea, come nel caso di ferite con sangue. Il motivo è il rischio di "furbate" in stile Bloodgate degli Harlequins.


  • shares
  • Mail
13 commenti Aggiorna
Ordina: