Nuova Zelanda - 2011, l'annus mirabilis di Daniel Carter?

carter_2011.jpg Il 2011 è forse l'anno più importante della sua carriera rugbistica, ma con le aspettative e le attese crescono anche le responsabilità per Dan Carter. Nella vita di tutti i giorni è un ragazzo semplice e dall'indole calma e riflessiva, ma quando entra in campo diventa il determinato generale della sua cavalleria leggera. E mentre sta per iniziare la stagione 2011, con il Super 15, ecco il Carter-pensiero, come ci racconta Stefania Mattana.

Chi lo aveva dipinto come il timoniere degli All Blacks non aveva di certo visto male: con i Crusaders così come in nazionale, è capace di chiamare il gioco e guidare i suoi compagni con incredibile successo. E in fondo c'è da dire che tutto quello che ha guadagnato, Dan Carter se l'è meritato. I numeri parlano chiaro, chiarissimo: 82 partite giocate in Super Rugby, 76 caps con la maglia tutta nera e 1.176 punti segnati, secondo (per ora) solo al leggendario Wilkinson. A premiare il suo talento ora è giunta anche l'investitura di vice capitano dei Crociati, ruolo che Carter ha preso molto seriamente.
"Sono molto contento e onorato di essere il vice capitano dei Crusaders - ha detto Carter -. Credo che sia il mio ideale ruolo di conduzione della squadra. Non credo che Kieran (Read) farà sentire troppo la mancanza di Richie almeno come capitano, e io in ogni caso sono pronto a sostituirlo nel caso anche lui non possa essere presente in campo".
Archiviata con una vittoria l'ultima prova precampionato contro gli Highlanders, alla vigilia dell'inizio del Super Rugby Carter ha tre tarli nella testa: non farsi male, fare bene con i Crusaders e presentarsi in forma smagliante all'appuntamento dei mondiali, forse uno dei momenti chiave della sua carriera. "L'anno passato è andato bene, ma da una parte è stato anche frustrante per via di qualche infortunio di troppo. Mi sentivo davvero a posto alla fine della stagione, ma poi la caviglia si è irrigidita e non ho potuto fare bene come volevo durante il tour in Europa. Sono cose che possono capitare dopo un intervento chirurgico, però questo non significa che non mi sia dispiaciuto per questo".
In ogni caso, la pausa di qualche mese che si è concesso da fine novembre sembra aver rimesso a nuovo il ventottenne numero 10, che confessa di sentirsi come ringiovanito. "Non mi sentivo così in forma da 4 anni a questa parte. Il periodo di vacanza che mi sono preso era più che necessario. Infatti, quando è arrivato gennaio non vedevo l'ora di scendere in campo: mi sentivo quasi effervescente e il mio corpo si era riposato abbastanza. I periodi di break fanno bene sia al corpo che alla mente, e ora mi sento come ricaricato. Mi sento veramente forte: nelle ultime stagioni ho avuto qualche perplessità che mi ronzava in testa e mi metteva un po' in difficoltà, ma quest'anno non ho davvero nessun problema".
Lo stato di forma di Carter è musica celestiale per le orecchie dei tifosi kiwi, soprattutto in vista della Coppa del Mondo. Ma sebbene Carter guardi vicino, ossia al Super Rugby, l'orizzonte mondiale fa ugualmente capolino nella sua mente: "Spero di portare i miei Crociati alla conquista dell'ottavo titolo. Certo - ha poi aggiunto - al mondiale ci pensiamo tutti quanti. I ragazzi in campionato daranno tutto per conquistarsi un posto con gli All Blacks, ma credo che questo obiettivo verrà fuori più avanti durante la stagione, almeno per quanto riguarda i Crusaders; noi pensiamo solo alla nostra squadra e al risultato che vogliamo ottenere, e questa cosa credo che sia fantastica. Questo è un anno molto eccitante e non vedo l'ora di iniziare a giocare e di dimostrare quanto il 2011 per me sia un grande anno. Ho lavorato molto duramente e adesso ho tanta voglia di giocare".


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