Rugby&Tv - Per il dopo Dahlia scende in campo il Board celtico

diritti_tv_board.jpg Morta Dahlia se ne fa un'altra. Con la quasi certezza che l'emittente digitale a pagamento non finirà di onorare il contratto con il Board celtico riguardo la produzione e trasmissione della Celtic League, ora è il momento di guardare oltre. Come sottolineato da Giancarlo Dondi nei giorni scorsi, la Fir ha iniziato a tastare il terreno alla ricerca di alternative. Ma ora la palla passa al Board.

Se il presidente Dondi ha sicuramente un'idea più chiara delle opzioni italiane, e quindi ha già sondato il terreno con Sky, Rai Sport e Sportitalia, a chiudere la partita dev'essere chi i diritti della Magners League li detiene, cioé il Board celtico. Negli ultimi giorni, infatti, ci sono stati diversi contatti tra la Fir e i celti, come riferitomi sia da fonti scozzesi sia federali, con entrambi gli attori che stanno tenendo d'occhio l'evolversi della situazione.
Come detto, la Fir ha avuto incontri con i diversi protagonisti della televisione italiana, sia in chiaro sia su satellite, per avere un'idea della disponibilità a produrre e trasmettere gli eventi. Le risposte sono state, al momento, vaghe, con dichiarazioni d'interesse da varie emittenti, ma ancora nulla di concreto. Sia perché tutti aspettano di capire cosa succederà effettivamente a Dahlia, sia perché, alla fine, la contrattazione vera e propria spetta alla Celtic League. Che parte da due concetti: monetizzare e garantire la diretta. Sarà su questi due aspetti che si deciderà, nella speranza che l'impatto di avere il rugby in chiaro diventi un plus anche per il Board.
Una contrattazione cui, però, la Fir ha fatto e farà la sua parte. Anche perché, anche se nessuno la dice, intorno ai diritti tv della Celtic League si sta giocando una partita ben più grande e importante: il futuro del rugby sulla televisione italiana, la possibilità che la palla ovale trovi, finalmente, spazio sulle emittenti in chiaro o la definitiva rinuncia al rugby per tutti. Dalla Celtic League potrebbe partire quel processo che tanti si augurano e che vedrebbe, nel futuro prossimo, la palla ovale trovare quello spazio mediatico che fatica a conquistare.


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