RWC 2011 - I truffatori hanno già vinto il loro mondiale

rugby-world-cup-tickets.jpg Quando i grandi eventi sportivi si affacciano al grande pubblico, spunta sempre la truffa di turno. Capita durante le Olimpiadi e le manifestazioni mondiali e continentali degli sport più popolari, e il rugby non si sottrae a questo incidente di percorso. Il business più produttivo dei malintenzionati è certamente la vendita di biglietti falsi attraverso siti web ingannevoli e fraudolenti, come ci racconta Stefania Mattana.

Frodi e truffe il cui numero sempre crescente ha preoccupato per la prima volta anche i vertici della RWC. 
 È stato infatti emesso un comunicato ufficiale che invita gli amanti del rugby di tutto il mondo a prestare particolare attenzione agli acquisti in rete. 
 Il campanello d'allarme è suonato talmente forte che quelli della Rugby World Cup Limited hanno chiamato al loro fianco anche la Commissione di Commercio e la International Consumer Protection e Enforcement Network (dell'ICPEN), con l'obiettivo di lavorare sinergicamente per contenere il problema e allertare in maniera puntuale i rugbiofili dei cinque continenti.
L'amministratore delegato della Rugby World Cup Limited, Mike Miller, si è detto favorevole all'istituzione di questa rete globale di controllo per scovare ed eliminare i truffatori. "Apprezziamo molto l'aiuto dell'ICPEN, che ci dà una solida mano a proteggere gli interessi dei nostri consumatori e a evitare vendite fraudolente e ingannevoli dei biglietti per la RCW 2011 - ha dichiarato Miller -. L'obiettivo comune è quello di tutelare gli acquirenti di tutto il mondo, che vogliono solamente godersi questa bella vetrina di rugby che è la Coppa del Mondo".
Il direttore esecutivo della Commissione di Commercio, Greg Allan, ha spiegato che eventi del calibro della Coppa del Mondo di rugby fanno davvero gola ai truffatori di ogni tipo; inoltre, la natura globale di Internet amplia maggiormente il loro spettro d'azione, per cui è più facile raggiungere i consumatori, alla faccia delle frontiere nazionali. "Per questo motivo - ha concluso Allan - la cooperazione internazionale gioca un ruolo importantissimo: grazie al lavoro di tutti è possibile individuare i siti falsi, avvertire i consumatori, e perché no, qualche volta anche riuscire a far chiudere bottega ai truffatori".
Per quanto riguarda i consigli ai consumatori, quelli della Rugby World Cup mettono in allerta sull'uso indebito sul web di immagini e loghi ufficiali della Coppa del Mondo: riconoscere questi marchi, posti in bella vista sui siti, non è quindi sinonimo di affidabilità. Attenzione anche alle e-mail di spam o phishing: mail a firma della Rugby World Cup Limited che vi invitano a partecipare a lotterie a tema o a concorsi nascondono clamorose truffe. Cestinate senza battere ciglio anche le e-mail che richiedono pagamenti supplementari o vi inducono a rilasciare informazioni personali per ottenere dei biglietti.
"Molti di questi truffatori, però, utilizzano sistemi di frode e siti web molto più sofisticati di una semplice mail di spam - avverte ancora Allan -. Tanti consumatori pensano di trattare realmente con venditori ufficiali di biglietti della Coppa del Mondo, e vengono ingannati. Lo scenario peggiore che ci immaginiamo è quello di un sacco di persone che viaggiano fino alla Nuova Zelanda per poi scoprire che i loro biglietti non sono validi, o peggio sono falsi".
Ma qual è allora il modo per non essere fregati, se si vogliono acquistare i biglietti per il Mondiale? Allen ha una sola, semplice ricetta: affidarsi agli organi ufficiali. Il sito della RWC permette di acquistare i biglietti di tutte le partite, mentre per quanto riguarda i dettagli del viaggio ufficiale del torneo e il programma di ospitalità potete fare riferimento al portale di Travel&Hospitality della RWC.


 



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