Sei Nazioni 2011 - Italia: gli assenti ingiustificati

103872976CV017_Aironi_Rugby.JPG Sono state diramate ieri nella tarda mattinata le convocazioni di Nick Mallett per i primi due turni dell'RBS 6 Nations 2011. Ventiquattro azzurri che si giocheranno i 22 posti disponibili tra campo e panchina. Scelte in buona parte scontate, qualche sorpresa in entrata e, soprattutto, qualche assenza che si fa sentire. Ma questa è la miglior Italia possibile?

Ne ho accennato ieri parlando dell'Italia A, ma ora, a freddo, analizziamo ruolo per ruolo le scelte del coach sudafricano. In prima linea c'è poco da sperimentare. Perugini e Castrogiovanni sono i titolari inamovibili dell'Italia, con Andrea Lo Cicero prima scelta come alternativa. Il quarto del gruppo poteva venir scelto tra Rouyet, Cittadini e Staibano, si è scelta l'esperienza e ci può stare. Anche per i tallonatori, con Ghiraldini teorico titolare, Ongaro e Festuccia si giocavano il posto e la scelta del numero 2 degli Aironi è più che giustificata.
Primi dubbi iniziano ad affiorare in seconda linea. Se i convocati, Geldenhuys, Del Fava e Dellapé sono per Mallett i titolari a rotazione dell'Italia, se la rinuncia a Marco Bortolami è più che comprensibile di fronte alle prestazioni dell'ex capitano azzurro, lascia perplessi la scelta di portare solo tre seconde linee, escludendo un Antonio Pavanello che sta guidando egregiamente Treviso in questa stagione.
Terze linee scontate, dettate dalle qualità e dagli infortuni (out Bergamauro, Vosawai, Favaro), anche se in prospettiva le qualità di Valerio Bernabò in touche potranno tornare utili.
E ora i grandi misteri di Mallett. In mediana scelti Canavosio e Gori. Cioè i due panchinari/tributari delle due franchigie celtiche. Tra infortuni e scelte tattico/tecniche, infatti, i due giocatori hanno disputato ben pochi sprazzi di Celtic League quest'anno, eppure ci si affida a loro, lasciando fuori Tebaldi. Che forse non avrà giocato bene a Verona, ma sta facendo una buona stagione e, magari, un'altra chance la meritava. Speriamo di non andare allo sbaraglio, nonostante la grandissima stima e fiducia che ho in Edoardo. E speriamo, invece, che dopo l'Inghilterra non si giochi al massacro, magari escludendo Gori e ripescando Tebaldi, in un ottovolante di bocciature e recuperi.
All'apertura, invece, ecco che viene convocato Burton. Escluso a novembre, quando giocava con continuità e qualità a Treviso, ripescato a gennaio, quando Smith lo ha, ahimé, dirottato a estremo, preferendogli De Waal. Ennesima conferma dell'ottima collaborazione franchgie/Fir. Con lui McLean, che ricoprirà però il ruolo di estremo, e Orquera, fermo da tempo nel Brive per infortuni e scelte tecniche. Insomma, anche qui si va un po' a tentoni. Ma se si è scelto in passato di non far crescere i vari Bocchino e Buso, non possiamo piangere ora.
Ed eccoci a un'altra pagina buia. Le ali e i centri. Escludere Giulio Toniolatti, oggi, è da folli, così come non cercare di recuperare Ludovico Nitoglia (che meriterebbe un libro a parte, soprattutto ora che è in Celtic League e non più nella bambagia del Super 10). Continuare a insistere, invece, su un ariete come Gonzalo Garcia, capace solo di scontrarsi e non in grado di dare gioco alla squadra è autolesionistico. Ancora una volta Nick Mallett riempie la trequarti di centri, confermando prima ancora di scendere in campo che l'idea di aprire il gioco e provare ad attaccare non rientra nei suoi progetti. E anche qui ci presentiamo con diversi elementi che da tempo non trovano spazio, per infortunio o scelte, nei propri club. Come Andrea Masi.

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!  

I VIDEO DEL CANALE SPORT DI BLOGO