Celtic League - Zatta felice della sua Benetton, ma lo sguardo è al futuro

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Due successi nei primi quattro incontri di Celtic League, uno Stadio di Monigo affollato come non lo si vedeva da tempo, l'attenzione di media e pubblico. L'avventura celtica sembra una scommessa vinta dalla Benetton Treviso e dal suo presidente Amerino Zatta, che analizza il presente, il passato e, soprattutto, il futuro di quest'esperienza.

Amerino Zatta fa il punto della situazione e analizza lo stato dell'arte di questo inizio dell'avventura celtica della Benetton Treviso.
"Non posso nascondere di essere particolarmente felice per le partite vinte, ma al di là del risultato, per il modo in cui i nostri ragazzi hanno ottenuto questi successi e per l'entusiasmo che hanno saputo creare attorno alla squadra - le prime parole di Zatta -. Da due anni stiamo programmando questa partecipazione europea, cercando di intuire tutti i vari aspetti e le necessità organizzative e tecniche. Non dobbiamo dimenticarci che questa avventura ci proietta a un livello europeo che senz'altro è da noi ambito, ma con il quale necessariamente dobbiamo quotidianamente ora confrontarci".

Dove pensa possa arrivare questa squadra?
"Preferisco rimanere con i piedi per terra, ma nello stesso tempo non ci poniamo limiti. Sono ben conscio delle difficoltà che dovremo affrontare sia da un punto di vista tecnico sia per quanto riguarda l'aspetto logistico, penso in particolare all'impatto che avrà sulla squadra il dover partecipare a così continue e impegnative trasferte. Mi resta l'ottimismo di poter fare affidamento su una solida motivazione da parte di tutti noi".

Ma da un punto di vista squisitamente rugbistico che obiettivi vi siete posti?
"Per la partecipazione a questa avventura europea, condividiamo con la FIR il desiderio di avere squadre italiane competitive, consentendo ai giocatori italiani di confrontarsi al più alto livello tecnico ed aumentare di conseguenza il livello di competitività della squadra nazionale. Tutte le nostre strategie, investimenti e aspirazioni tecniche vanno in questa direzione, incluse le nostre proposte per sempre meglio adattarci alle regole e alle necessità per essere competitivi in Europa - continua Zatta che, poi, parla di giovani e italiani -. La squadra è stata costruita su una ossatura che tiene conto dei prioritari parametri di età e di potenziali doti atletiche. Ritengo che la nostra struttura tecnica abbia molto da offrire ai ragazzi e di sicuro i programmi di crescita hanno come nostro riferimento i Campionati Mondiali del 2015".

Sta emergendo, a questo proposito, il problema dei giocatori che forzatamente non possono scendere in campo settimanalmente. Quali le soluzioni possibili?
"Nelle sedi opportune abbiamo presentato quelle che riteniamo essere le soluzioni più idonee, che sono sempre e comunque in funzione dei principi ispiratori condivisi con la FIR. Secondo logica i gradini di una scala per essere praticabile devono avere grosso modo tutti la stessa altezza, altrimenti la salita s'interrompe. Questo credo sia evidente".

La partecipazione alla Magners League e i successi dell'avvio di stagione hanno portato a un crescente interesse attorno alla squadra. Tutto questo, ha creato delle problematiche?
"Il solo fatto di partecipare al campionato celtico ci ha necessariamente indirizzati verso una più adeguata strutturazione dei nostri organici e questo, in qualche modo, ci ha permesso di far fronte alla piacevole attenzione dei media e della gente. A volte, risulta difficile immaginare quanti aspetti dell'organizzazione generale non sempre vengano opportunamente preventivati quando si affronta una nuova realtà. Tutto sommato, credo di poter dire che siamo riusciti a gestire al meglio questo inizio stagione, grazie alla competenza e alla passione delle persone che collaborano con me, ma anche grazie ai tanti dirigenti che nel più puro spirito amatoriale gestiscono l'attività del nostro settore giovanile. E non ultime le tante attestazioni di incoraggiamento e complimenti ricevute dalle società rugbistiche ma anche da singoli sostenitori".

Se l'aspettava una così massiccia affluenza di pubblico agli incontri casalinghi?
"In verità lo speravo, ma vedere questa speranza realizzata è uno stimolo ad impegnarti per meritarla anche in futuro. Oltre all'affezionato sostenitore trevigiano, sugli spalti di Monigo ci sono tante persone con diverse provenienze, trivenete ma anche da tutta Italia, che ci riempiono d'orgoglio e danno un senso compiuto al nostro impegno. L'urlo Leoni Leoni a sostenere lo sforzo difensivo dei nostri atleti in alcune occasioni rappresenta un senso di partecipazione che, ai giocatori e a tutti noi, è particolarmente caro e che apprezziamo immensamente".

Quale traguardo, allora, per il futuro prossimo?
"Dire che desideriamo vincere mi sembra scontato, anche se difficile. Ma il vero traguardo che vogliamo raggiungere è quello di trasmettere a tutti coloro che ci sostengono un messaggio di impegno e determinazione e possibilmente di capacità. Intanto, vorrei invitare tutti i tifosi all'incontro con Newport Gwent Dragons di venerdì sera, una partita che si preannuncia emozionante e accattivante come le altre sin qui disputate".

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