Eccellenza - Retromarcia federale, in Europa vanno i club

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Essere competitivi in tutte le manifestazioni europee, o accontentare chi vota il Presidente e il suo Consiglio? Portare avanti coerentemente ciò che si è progettato, o rimangiarsi tutto pur di rendere felice qualche orticello? In Italia, e in questa Federazione, la scelta è semplice: rimangiarsi tutto e dare il contentino ai propri elettori. Ed ecco che, dopo aver annunciato in pompa magna la creazione di un torneo delle franchigie e l'invio, in Challenge Cup, di quattro formazioni territoriali, la Fir si lancia in un "Indietro tutta" di arboriana memoria.

Sulle pagine de Il Gazzettino dell'altro ieri, infatti, il collega Ivan Malfatto ha riportato le parole di Carlo Checchinato, responsabile per l'alto livello (sigh!) della Federazione: "Anche per la prossima stagione le prime quattro dell'Eccellenza disputeranno l'Amlin Challange Cup. La Fir crede nel campionato, questo è un modo per premiare le migliori squadre". E tanti saluti alle franchigie! Al di là dell'ennesima retromarcia federale, questa decisione (al momento non ancora ufficiale, ma ci fidiamo della parola del buon Checchinato) e questa dichiarazione risultano quanto meno assurde per diversi motivi.
1. Se fino all'anno scorso le italiane prendevano sonore batoste in Europa con un Super 10 pseudoprofessionistico, cosa dovrebbe cambiare ora che è semidilettantistico?
2. Se si resta così perché la Fir crede nel campionato, significa che fino a pochi mesi fa la Fir non vi credeva?
3. E' mai possibile che la nostra Federazione non sappia darsi una programmazione, una linea guida, una politica certa e coerente e riesca a portarla a termine, invece di fare continui testacoda e inversioni a U appena sente il minimo lamento di qualche elettore?

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