Sport&Tv - Il rugby spezzatino, caro e indigesto

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Il rugby è uno sport di nicchia, come dice Franco Bernini "si trova solo sui necrologi della Gazzetta", non ha i numeri che hanno altre discipline. Eppure, se si guarda bene, il rugby è uno sport appetito dalle tv. Ovviamente se lo si paga poco. Talmente appetito che ormai lo si trova su quasi ogni emittente. In chiaro o a pagamento, sul satellite e sul digitale. Uno spezzatino che, però, sta diventando indigesto.

Questo blog ha spesso difeso Sky e la tv a pagamento da chi, invece, vuole che il rugby sia solo trasmesso in chiaro. Ha difeso Sky partendo dal presupposto che la qualità del rugby offerto (inteso come qualità dei tornei), la qualità del prodotto (inteso come ripresa e commento) e l'ampiezza dell'offerta siano "valori" che hanno un costo e, quindi, un prezzo. Ma ora le cose sono cambiate.
Un appassionato di rugby vuole seguire il campionato italiano, è incuriosito e interessato a vedere la Celtic League, di sicuro non si fa mancare il Sei Nazioni e, magari, il Tri Nations. Poi ci sono tutti gli altri campionati mondiali, cui molti non rinunciano e che anche il semplice appassionato guarda con piacere se ha tempo. E tra un anno ci sono i mondiali, da non perdere. Insomma, se parliamo d'appassionati sono tante le "avventure ovali" cui non si può rinunciare. E poi ci sono i curiosi, i neofiti o i semplici spettatori che capitano sul rugby e si soffermano.
Per gli appassionati, però, oggi è impossibile saziare la propria voglia di rugby. Perché la palla ovale è uno spezzatino che si è disseminato su tutto il territorio televisivo, obbligando i tifosi a pagare diversi abbonamenti e a barcamenarsi tra satellite e digitale. Uno spezzatino, ormai, indigesto e troppo caro per quel che offre. E se si parla di soldi, ovviamente, si parla di Sky.
Facciamo il punto della situazione: l'Eccellenza è su Rai Sport, quindi digitale gratuito; la Celtic League è su Dahlia Tv, digitale, ma da pagare. Il Sei Nazioni è su Sky in diretta, quindi a pagamento sul satellite, o su La7 in differita, ma solo l'Italia. I test match autunnali sono su La7, quindi digitale o analogico gratuito, mentre quelli estivi su Sky. Parliamo dell'Italia, ovviamente, perché le altre nazionali si vedono solo su Sky, a pagamento. Passando in Europa, il Top 14 è su Sportitalia, digitale gratuito. Currie Cup e Itm Cup, con pochissime partite, sono su Dahlia. L'Heineken Cup, anche qui centellinata, è su Sky, la Challenge non pervenuta, mentre l'Aviva Premiership è scomparsa dal palinsesto Sky. Canale satellitare che conserva il Super 14 (dall'anno prossimo Super 15) e basta.
Insomma, rispetto al passato il rugby in chiaro è diminuito, soprattutto per quel che riguarda i tornei importanti come il Sei Nazioni, mentre al contempo è diminuita l'offerta globale di Sky. Prima chi aveva il satellite aveva un bouquet ovale di tutto rispetto, dall'Inghilterra alla Francia (che era su Eurosport, ma si vedeva con la parabola di Sky), dal Sud Africa alla Nuova Zelanda, passando per Super 14, Tri Nations e test match. Oggi ha guadagnato il Sei Nazioni, ma ha perso praticamente tutti i campionati nazionali. Che sono o gratuiti o a pagamento con Dahlia. E sono altri soldi. Insomma, oggi l'offerta di Sky non vale più il prezzo.
Ma l'emittente di Murdoch, pur abbandonando la palla ovale (ma non abbassando certo il prezzo del suo abbonamento, ora veramente esoso), ha il coltello dalla parte del manico. Un coltello chiamato Sei Nazioni e Mondiali, i due appuntamenti più importanti.
Chi non vuole perderseli deve avere Sky. O aspettare le differite di La7, ma solo per l'Italia. C'è da chiedersi se il prezzo vale la candela. O se è meglio spegnere la luce. E restare al buio mediatico. Questa è l'assurdità: tutti vogliono il rugby, tutti offrono il rugby, ma il rugby non ha visibilità. E quella che ha è cara. Troppo cara per quel che offre. E torna al buio. Assurdo, il rugby è sempre più dappertutto, ma è sempre più invisibile.


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