Affari italiani - Mallett e quelle velate critiche a Dondi

Immagine di anteprima per lapresse_mallett_critico.jpgNick Mallett non ha nella diplomazia la sua arma migliore. Questo lo si era già intuito in passato. Ma leggendo la Gazzetta dello Sport di questa mattina vien da chiedersi chi scrive le battute al tecnico sudafricano. Parlando di Celtic League e futuro azzurro, infatti, il ct della nazionale critica velatamente, ma non troppo, anni di politica federale. Con idee e posizioni che non possono non trovarci d'accordo, ma che non faranno piacere nei salotti romani.

Andrea Buongiovanni ha, infatti, fatto una lunga chiacchierata con l'allenatore della nazionale italiana, partendo dalla Celtic League e arrivando a parlare del futuro dell'ovale italiano. Soprattutto in ottica Italia, ovviamente. Un'intervista interessante, con alcuni spunti degni di nota, ma che diventa un macigno addosso alla Fir quando il discorso si sposta sui giovani, sui metodi da utilizzare per farli crescere e su quello di cui questo rugby italiano ha bisogno.
Parlando dei differenti ritmi tra Eccellenza, Celtic League e impegni internazionali, Nick Mallett affronta la questione di come "insegnare" ai giocatori italiani ad affrontare situazioni offensive più veloci "Dovremo trovare una nuova disponibilità offensiva. A tutti i livelli: chiederò che nelle Accademie si disputino tornei a sette". Toh, per migliorare le qualità offensive, soprattutto dei trequarti, il rugby seven è propedeutico. E magari può aiutare anche in chiave Olimpiadi, aggiungo io. Ma si sa, per Giancarlo Dondi l'unico rugby che esiste è quello a XV. Parole sue.
Ma continuiamo a leggere l'intervista sulla Gazzetta e vediamo cosa risponde Mallett alla domanda di Buongiovanni che gli chiede, sempre parlando di Celtic e giovani, se non vi sia il rischio che gli azzurri di seconda fascia (soprattutto i più giovani, aggiungo io) restino troppo a lungo inattivi. "Certe regole interne vanno riviste. Carlo Checchinato, responsabile dell'alto livello, avrà da lavorare. Serve maggior interscambiabilità coi club dell'Eccellenza". Interscambiabilità che proprio la Fir ha escluso. Ma, come chiede il collega, a chi si riferisce, per esempio. "A un Alberto Benettin, 20enne di sicuro futuro. Per il bene della Nazionale deve fare l'apertura. Ma agli Aironi ha spazi chiusi. Dovrebbe disputare match col Petrarca, suo club d'origine". Interscambiabilità da tanti invocata (su queste pagine si proponeva il prestito da parte dei club dietro indennizzo, con l'opportunità di schierare i giocatori non convocati per le partite di Celtic già quasi due anni fa), ma cui Dondi ha chiuso la porta in maniera perentoria.
E' brutto quando sono gli stessi dipendenti a criticare le scelte del capo...


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