Comiche Ovali - Dahlia, Mazzocchi e il toscanaccio di Cesena!

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"Pavanello... vabbé, lasciamo perdere... non è certo adatto a questi palcoscenici". Questa è stata una delle chicche regalate venerdì sera dal collega Giacomo Mazzocchi, telecronista a Dahlia per il rugby. Un commento acido, perentorio, evitabile, cui, forse, con ironia si potrebbe rispondere che sono ben altri coloro non adatti a certi palcoscenici. Come Mazzocchi, forse.

Sono partito dalla più antipatica e fastidiosa delle frasi pronunciate durante il match tra Ospreys e Benetton Treviso, ma la lista che potrete gustarvi qui sotto è ben più ampia e ridicola. 80' di incompetenza, di ignoranza ovale e di errori su nomi, luoghi. Cui aggiungere quella buona dose di sfiga che Mazzocchi non si è voluto risparmiare. Ecco a voi l'elenco degli orrori di Dahlia, per il quale, oltre alla mia lacunosa memoria, ringrazio i lettori che hanno commentato sulla pagina Facebook di Rugby 1823 in diretta le idiozie di Mazzocchi e Rick, che ne ha già fatto un breve sunto nei commenti al match.

"E' la seconda meta presa da Treviso e la cui colpa ricade sicuramente su McLoad". Ovviamente Mazzocchi sta parlando di Luke McLean, ma per l'intero match lo chiamerà McLoad, tranne una breve pausa a fine primo tempo (McLoad sarà uscito e al suo posto è entrato McLean?) e dal 70' quando come nulla fosse il buon telecronista dice "Ovviamente parliamo di McLean e non di McLoad". Ovviamente.
"L'italianissimo Paul Derbyshire che è nato a Cesena. Un toscanaccio doc". Ecco, abbiamo preso in giro a lungo Craig Gower che disse di essere umbro, della provincia di Firenze. Cosa dobbiamo fare con un giornalista italiano, sempre vissuto in Italia, che è convinto che Cesena sia in Toscana? Forse voleva dire Cecina, città natale di Paul Derbyshire?
Punizione per Treviso, si prepara Tobias Botes. "Punizione per Botes dai 45, 48, 47, 50 metri". Ho sognato tre numeri al lotto!
Dalle tribune, non affollate, parte il coro "Ospreys, Ospreys" che, ovviamente, il caro Mazzocchi traduce in un portentoso coro trevigiano "Botes, Botes".
A inizio ripresa entra in campo Simon Picone per Ezio Galon. Siamo al 52'. Circa al 70' Mazzocchi esclama "Non ho ancora capito dove si sia schierato Picone". Un'idea: non in prima linea!
A una delle mete degli Ospreys, credo quella di Thomas, ecco la cronaca di Mazzocchi "Non avanza, non avanza, non avanza... ah, è meta".
Queste alcune delle imperdibili perle, cui si aggiungono i fastidiosi intercalare che Mazzocchi ci ha regalato per 80', e che vanno dalla "Manghiers Liig" ai continui "fuorigiocooooooo degli Ospreys" (l'unico fischiato era stato segnalato in tempo da De Santis) ai "Pick & roll" esclamati a ogni palla toccata da Treviso.
Ma oltre agli errori c'è anche la sfiga. Già, perché il buon Mazzocchi è stato capace almeno tre volte di dire "Ormai sono punti certi per Treviso", "Treviso non può non andare in meta", "Punizione facile, sono tre punti per Treviso" e, tempo che l'ultima sillaba si spegneva nell'aria... ecco che gli Ospreys avevano la palla in mano o Botes tirava a lato la punizione.

E, infine, la chicca delle chicche. Il più alto momento dell'intero incontro, per il quale non posso non ringraziare Mazzocchi, De Santis e l'amico Fabio con il suo commento su Facebook. Azione degli Ospreys e Lee Byrne che schiaccia in meta. L'arbitro chiama il TMO che ravvede un in avanti e non convalida la meta. L'arbitro dà mischia a favore di Treviso sui 5 metri.
Mazzocchi: "Non capisco perché la mischia sui 5 metri?!"
De Santis, imbarazzato: "C'è una regola scritta che dice così"
Fabio su Facebook: "Ma mi stai prendendo x il culo? E come riprendiamo il gioco, con una partita a tresette? Un prosecchino?? Un'orgia???".

Insomma, qualcuno dovrebbe valutare la pensione, no?

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