Celtic League – Intervista esclusiva al capitano dell'Edimburgo Roddy Grant

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Hanno sognato fino all'ultimo l'accesso ai playoff, sfumato sul filo di lana. Ma l'Edimburgo è stata sicuramente la sorpresa più bella dell'ultima Celtic League, a dimostrazione della crescita del rugby scozzese degli ultimi anni. Quest'anno Roddy Grant e compagni vogliono puntare più in alto e dare il benvenuto ad Aironi e Treviso. A meno di una settimana dall'esordio ecco cosa pensa della nuova stagione Roddy, appena nominato capitano della squadra.

La Celtic League sta cambiando, come vedi queste novità?
Sì, il formato della Magners è cambiato con l'ingresso delle due squadre italiane, poi dall'anno scorso sono stati introdotti i playoff ed è un torneo tutto nuovo rispetto al passato. E, sinceramente, non vediamo l'ora di iniziare questa avventura e, soprattutto, di venire in Italia e di avere tanti amici italiani in Scozia.

L'anno scorso avete avuto una stagione in chiaroscuro. Cosa ti aspetti quest'anno, ora che sei anche il capitano dell'Edimburgo?
Già, abbiamo iniziato alla grande l'anno scorso, abbiamo ottenuto alcuni risultati importanti e abbiamo giocato un rugby molto buono e questo è positivo. Purtroppo il finale di stagione è stato deludente, abbiamo perso alcuni match di fila che non ci hanno permesso di accedere ai playoff per pochissimo. E' stato deludente, davvero. Ma dobbiamo ripartire dal buon rugby giocato, siamo ottimisti per la nuova stagione.

Come vi state preparando? Cosa vi aspettate?
Abbiamo fatto una preparazione dura, intensa, ma credo positiva. Abbiamo testato la squadra contro Bath e le sensazioni sono positive. Soprattutto abbiamo cercato di rivivere il finale della scorsa stagione, capire dove sono stati i nostri limiti e ripartire da lì, cancellandoli quest'anno. Ma non sarà facile raggiungere i playoff, non lo è mai.

Hai già avuto modo di studiare Aironi e Treviso? Cosa ne pensi?

Sono due squadre forti, si sono rafforzate prendendo molti campioni della nazionale. L'Italia ha sempre grande passione quando scende in campo, lo sappiamo bene con la nazionale e il Sei Nazioni e credo che Aironi e Treviso non saranno da meno. Poi hanno un budget molto importante, intorno ai 7 milioni, e questo non è da sottovalutare. Saranno partite durissime, non ci aspettiamo passeggiate contro le italiane, neppure questo primo anno.

Chi sono le favorite secondo te?
Difficile dirlo ora. La Celtic è un torneo duro, equilibrato. C'è molta qualità e tante squadre di livello, ogni partita è una battaglia che si può vincere o perdere. Dipende tantissimo dal momento, dallo stato di forma. Noi puntiamo ai playoff, questo è certo, ma non siamo gli unici. Diciamo che la rosa di candidate è ogni anno più ampia.

L'anno scorso il giovane più forte è stato Tim Visser, dell'Edimburgo. Facci due nomi di giovani promesse su cui sei pronto a scommettere.
C'è l'ala Lee Jones che è all'esordio con l'Edimburgo, ma che in queste settimane ha già stupito e convinto, realizzando anche due mete contro i London Irish. E' giovane e sicuramente farà bene quest'anno. Poi ci sono un paio di ragazzi dell'Accademia che salgono in prima squadra e che possono fare bene. Sicuramente il capitano della Scozia Under 20 agli ultimi mondiali, Stuart McInally, flanker di grandissima qualità.

L'Edimburgo rappresenta la capitale scozzese al massimo livello del rugby europeo. Con tanti giocatori di esperienza internazionale, e due British and Irish Lion, Mike Blair e Ross Ford, porta avanti gli interessi di una delle città più belle e affascinanti al mondo. Vieni pure tu a vivere una serata di rugby indimenticabile al nostro castello, Murrayfield Stadium. Per informazione sulla rosa e sulla città e per acquistare biglietti, visita www.edinburghrugby.org. Non vediamo l'ora di condividere la nostra squadra e la nostra citta'.

 

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