Celtic League - Rivoluzione celtica, la lega diventa maggiorenne

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Non è solo l'ingresso di due nuove franchigie italiane la novità della prossima Celtic League. Anzi, la rivoluzione che sta coinvolgendo la lega celtica è ben maggiore, anche se nasce proprio dalla battaglia nata negli scorsi mesi per accettare Aironi e Treviso. Come scrivevamo qui, infatti, l'ok per l'ingresso italico era stato osteggiato dalla componente scozzese per motivi politici interni al Board. Per la volontà di un diverso assetto di potere e per una professionalizzazione della struttura. E, entrata l'Italia, ecco che arriva la riforma.

Avevamo più volte sottolineato come la bilancia di potere celtica pendesse paurosamente dal lato irlandese, con sobbalzi gallesi e piccolissime folate scozzesi. Un problema che aveva complicato non poco l'ingresso di Aironi e Treviso in Celtic League, ma che si era risolto proprio durante l'ultimo Sei Nazioni quando Irlanda e Galles avevano accettato di discutere con la Scozia una riforma dell'intera lega celtica.
Ed ecco che questa rivoluzione prende forma. In primo luogo, finalmente, non sarà più un rappresentate dell'Irfu a gestire totalmente la lega. John Hussey, infatti, viene sostituito dallo scozzese Andy Irvine, ex campione sia con la maglia degli Highlanders sia con quella dei B&I Lions. Irvine sarà il primo presidente indipendente della Celtic League, dando quelle garanzie che gli scozzesi avevano richiesto. Ma non è solo Irvine la novità. Perché al di là dei pesi politici a cambiare doveva essere proprio la struttura dilettantistica e ristretta del campionato. L'allargamento all'Italia, i playoff, i sempre maggiori interessi economici e la crescita d'interesse verso la Magners League imponevano un salto di qualità all'intera struttura, che doveva diventare indipendente e professionale.
Una struttura a cui capo ora è stato messo John Feehan, già Chief Executive del Sei Nazioni e dei B&I Lions. Feehan dovrà nominare uno staff permanente di dieci persone, tra le quali David Jordan, storico direttore del torneo. Uno staff professionale che gestisca 12 mesi all'anno, 365 giorni su 365 la Magners Celtic League, facendola crescere ancora di più e garantendo il massimo supporto al prodotto Celtic League e alle dodici squadre partecipanti, come ha ricordato il presidente uscente Hussey.
Infine, nuova struttura e nuovo Board. Il nuovo governo celtico sarà composto, infatti, da otto consiglieri (due per ogni nazione, l'Italia rappresentata da Carlo Checchinato e da Roberto Besio (Chi li ha scelti? Quali qualifiche hanno per essere lì? Perché le franchigie stesse lo hanno saputo solo l'altroieri e non sono state né consultate né informate?)) con diritto di voto e da un Presidente, un direttore del torneo e un tesoriere, questi ultimi senza diritto di voto.

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