Tri Nations - Peter de Villiers novello Barabba: salvato da Ponzio Pilato

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Forse neppur il miglior Azzeccagarbugli di manzoniana memoria sarebbe riuscito lì dove Jannie Lubbe è arrivato. Assolvere Peter de Villiers dall'accusa di aver infranto il codice di comportamento etico della Sanzar attaccandosi alle parole e non ai fatti. Si può discutere a lungo quanto sia giusto o meno vietare le critiche, più o meno pesanti, da parte dei protagonisti del mondo ovale, ma se una regola c'è, allora non ci si attacchi ai cavilli per non applicarla.

Dopo i due match contro la Nuova Zelanda il coach degli Springboks aveva fortemente criticato sia l'operato dell'arbitro sia quello della commissione che aveva squalificato i giocatori sudafricani. Ma De Villiers si era spinto oltre e alla vigilia della sfida con l'Australia a una tv australiana aveva dichiarato: "Ho una mia chiara idea sui due match con gli All Blacks. Forse sono cose che non posso dire in pubblico, ma siamo a un anno dai mondiali in Nuova Zelanda e forse era giusto che loro vincessero questi due incontri per attirare più pubblico alle partite dell'anno prossimo". Insomma, tra le righe aveva fatto intendere che le due vittorie All Blacks facevano comodo a tutti, a partire dall'Irb.
Aveva fatto intendere, ma non aveva nominato né gli arbitri né aveva parlato di combine. Ed è su questo che si è basato il giudice Sanzar Lubbe per assolvere Peter de Villiers dall'accusa di comportamento scorretto. Non ha parlato di arbitri, quindi non si riferiva agli arbitri. Non ha parlato di combine, quindi non intendeva combine. E il novello Ponzio Pilato se ne lava le mani. Senza nominarle, ovviamente...

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