Affari italiani - Fideiussioni per salvare il rugby italiano

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Rovigo con affitti, bollette e stipendi in costante affanno e L'Aquila che rischia di scomparire e non paga i giocatori da mesi sono solo la punta di un iceberg che Rugby 1823 ha enfatizzato più volte negli ultimi mesi. Il falso professionismo e il dilagante dilettantismo hanno portato il movimento italiano alla deriva, a un punto dove la crisi economica è esplosa in tutto il suo fragore. Oggi sulle pagine de Il Gazzettino, il collega Ivan Malfatto analizza nel dettaglio la situazione e prospetta l'arrivo di una soluzione che noi invocavamo da mesi.

Quaranta giocatori che hanno contenziosi economici con le proprie società, una prospettiva futura di un centinaio di rugbisti che dovranno affidarsi a lodi arbitrali per veder corrisposti i soldi dovuti. Solo tre società, Padova, Lazio e Mogliano, che, secondo i dati Air, avrebbero pagato regolarmente i propri tesserati nel corso della passata stagione, tra le dieci iscritte all'Eccellenza.
Una situazione che si fa via via sempre più insostenibile e che rischia, come nel caso de L'Aquila, di esplodere con conseguenze tragiche per tutto il movimento. Una situazione figlia del falso professionismo degli ultimi anni, di quella corsa allo straniero, di quel pressapochismo societario che, come cita Il Gazzettino, l'ex presidente del Petrarca Padova e attuale consigliere Fir Andrea Rinaldo definisce professionismo "straccione". Una situazione figlia di un mondo, quello rugbistico, che è cambiato tantissimo nell'ultimo decennio, ma ai cui cambiamenti i suoi stessi protagonisti non sono riusciti a stare al passo. Si è sognato il rugby britannico continuando a gestire il rugby e salame, si è fatto affidamento prima alla Lire e poi alla Fir, senza però avere un vero progetto unitario.
Guardiamo all'Eccellenza che sta per scendere in campo. Fatte salve le tre realtà che abbiamo citato cosa abbiamo? L'Aquila che affonda e si affida a un miracolo per rinascere, Rovigo che il miracolo lo ha inventato chiamandolo nuova società, Parma che ha regalato il titolo sportivo a Noceto in cambio di un'onorevole dipartita. Venezia che naviga nelle acque alte della crisi economica, Roma che tra lodi e dubbi si è iscritta sub judice al campionato. Insomma, una situazione nera, anzi nerissima.
Ma dall'Air arriva una proposta importante che, speriamo, non cada nel vuoto. Sempre secondo quanto riporta Ivan Malfatto, infatti, a settembre l'Associazione rugbisti chiederà alla Fir di imporre a ogni club iscritto al campionato una fideiussione a garanzia dei contratti con i giocatori. Insomma, i soldi per disputare il campionato dovranno venir messi sul tavolo prima della partita e non dopo, quando si scopre che il cash manca. Una proposta sensata, che Rugby 1823 aveva fatto sua a marzo di quest'anno. Sono passati i mesi, le società hanno continuato a giocare alle tre carte e, forse, oggi si correrà ai ripari. Sempre troppo tardi. Ma meglio tardi che mai, no?

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