Tri Nations - Il Sud Africa fa l'avvocato del diavolo e dichiara guerra ad Australia e Nuova Zelanda

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Difendere l'indifendibile. Sembra questo il motto che ultimamente contraddistingue la Saru, la federazione sudafricana, quando si parla di Peter de Villiers. Dai continui attestati di fiducia, che a ripeterli troppo puzzano tanto di sfiducia, nonostante il gioco e i risultati scadenti degli Springboks ultimamente, alla difesa a oltranza qualsiasi cosa il coach sudafricano dica. Come gli attacchi, esagerati e fuoriluogo, agli arbitri dei due match con la Nuova Zelanda. Una difesa che ora ha scatenato una guerra.

Una guerra tra il Sud Africa da un lato e Australia e Nuova Zelanda dall'altro. Le parole di De Villiers sugli arbitraggi irlandesi nella doppia sfida con gli All Blacks, dove il coach ha dichiarato che "le vittorie neozelandesi sono state pilotate per dare maggior interesse, e aiutarli ad avvicinarsi, ai mondiali del prossimo anno che si giocano proprio da loro", non sono piaciute alla Sanzar, la federazione transnazionale che racchiude le tre nazioni dell'Emisfero Sud, e venerdì l'allenatore dovrà presentarsi davanti a una commissione per risponderne. Una scelta, quella della Sanzar, che al Sud Africa non è piaciuta.
Oregan Hoskins, il presidente della federazione sudafricana, ha dichiarato che "difenderemo De Villiers fino alla morte e quella di Australia e Nuova Zelanda è una vera e propria dichiarazione di guerra".

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