Caos Italia - L'Aquila è salvo, il resto è mancia

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Arrivano notizie contrastanti da L'Aquila, che parlano di salvezza raggiunta, ma puntano il dito sul contrasto tra i giocatori e la dirigenza. Si spera nella legge mancia (cioé in un aiutino statale, tanto per cambiare), si parla di nuovi investitori, ma Zaffiri e compagni sono pronti ad abbandonare la nave. Che affondi o meno. E' sempre più convulsa e complessa la situazione de L'Aquila Rugby 1936 e l'inizio della stagione si avvicina sempre più.

Foto per gentile concessione di Enrico Tassoni - Snaptheworld.org

"Purtroppo - dice onorevole del PD Lolli sulle pagine de Il Messaggero - non è possibile utilizzare direttamente i fondi della legge Mancia provenienti dalla Camera, in quanto si tratta di risorse che coprono investimenti strutturali e quindi l'unica possibilità che abbiamo è valutare se esistono in casa neroverde degli investimenti di questo tipo, verso impianti sportivi ad esempio e far confluire le risorse lì, per avere più ossigeno altrove". Legge mancia, o come viene chiamata oggi "il fondo per la tutela dell'ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio", sarebbe la scorciatoia politica per trovare i soldi per salvare L'Aquila. Insomma, un contributo statale, né più né meno. E neppure così facile e limpido da ottenere, come sa anche l'onorevole Lolli "Siamo perfettamente consapevoli che c'è da improntare questo discorso in punta di piedi, perché bisogna fare tutto nel pieno rispetto della legge e in piena trasparenza". Insomma, non si possono regalare direttamente soldi a L'Aquila Rugby, ma se vendiamo la ristrutturazione delle strutture sportive come "promozione dello sviluppo del territorio" allora magari portiamo a casa due lire il pensiero della politica abruzzese. E visto a cosa sono destinati in giro per l'Italia questi finanziamenti a pioggia è difficile immaginare che non si trovino gli spiccioli anche per L'Aquila Rugby.
Una speranza che ha convinto il cda della ad andare avanti, controfirmando i contratti con i giocatori rimasti e provare a giocarsi la prossima stagione nell'Eccellenza. Puntando anche su nuovi investitori (e questa è la vera, ottima, notizia), che sono alla porta, ma ancora non hanno varcato l'uscio. E chiedendo un sacrificio ai giocatori, come si legge nel comunicato stampa pubblicato ieri sera. E questa è, invece, l'altra nota dolente. Gli atleti, infatti, non ricevono lo stipendio da febbraio e ora il presidente Pasqua ha proposto il pagamento del 50% del dovuto. Troppo poco per i giocatori, che non si fidano più dell'attuale dirigenza e, come ha dichiarato anche capitan Zaffiri, preferiscono prendere tempo e vedere come si evolve la situazione. Ma non tutti sono accomodanti come Zaffiri, come si può leggere sempre su Il Messaggero "In un'intervista il presidente Pasqua ha dichiarato che a lui di finanziarie il rugby non gliel'ha ordinato il medico. Come mai non si dimette? È probabile che nessuno si avvicini, perché ora c'è lui". Parole durissime, un muro contro muro che rischia di distruggere il lavoro fatto fino a ora per salvare il salvabile. E se i giocatori sono da un lato giustificati, essendo lavoratori che vogliono, giustamente, essere pagati, forse questo scontro non è positivo neanche per loro. O, forse, sono mal consigliati...

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