ULTIMA ORA - Umberto Casellato sbatte la porta e lascia Rovigo

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I continui tentennamenti societari, il mercato congelato con tanti addii ma nessun arrivo, una situazione che si è fatta via via insostenibile (come avevamo anticipato su queste pagine), nonostante le belle parole e la cortina di fumo creata dalla stampa amica. Sono questi, probabilmente, i motivi che hanno spinto Umberto Casellato a rifiutare l'incarico di guidare anche per la prossima stagione il Rovigo in Super 10. Un rifiuto che è esplicativo dell'aria che tira in Polesine.

La notizia non è ancora ufficiale e il coach trevigiano terrà presto una conferenza stampa in cui spiegherà i motivi della sua scelta. Quel che è certo, però, è che a Rovigo la situazione è sempre più critica. La nuova società non sembra avere idea di come muoversi per costruire uno staff professionale e competente, continua a puntare su un volontariato ormai antistorico e naviga a vista causando un'emorragia di giocatori senza che questi possano venir sostituiti a dovere. Mentre le avversarie si rafforzano, infatti, dal Veneto non giungono buone nuove e l'addio, ormai quasi certo, di Casellato è solo la ciliegina su una torta sempre più amara.
Perché non basta riempirsi la bocca di tradizione, di rugby pane e salame, di città che vive di ovale. Servono persone serie, competenti, che sappiano e vogliano fare il proprio lavoro con professionalità. Anche se il Super 10 sta tornando al semidilettantismo questo non significa che le società debbano essere un agglomerato di dilettanti allo sbaraglio. Qualcuno lo ha capito, altri, a quanto pare, no.

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