Milano e il rugby - Il Giornale attacca: "Dietro al calcio, nulla". Ma dimentica di citare il colpevole: Berlusconi

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L'addio della finale del Super 10 non è passato inosservato, fortunatamente, e la figuraccia fatta da Fir, Amatori Milano e Comune di Milano ha avuto la giusta eco mediatica. Una figuraccia che, però, è il sintomo del vuoto spinto che la metropoli lombarda offre per quel che riguarda lo sport. Mancano le strutture, mancano le squadre, manca la volontà di andare oltre il Dio calcio. Il Giornale, oggi, parte dalle questione Arena per sferrare un duro attacco alla città. Un attacco giustissimo, ma con una piccola pecca.

Perché prima di proporvi integralmente l'articolo de Il Giornale è doverosa una premessa. E' verissimo che a Milano vi sono solo Inter e Milan. E' verissimo che a Milano mancano le strutture (è dalla nevicata del 1985 che non c'è un palazzetto dello sport), che quelle esistenti (Vigorelli e Arena) sono fatiscenti. E' vero che, al di là dell'Olimpia Basket (grazie Giorgio Armani) non vi sono sport in cui le società meneghine eccellano. Tutto verissimo quello che scrive Il Giornale. Ma dimentica una cosa.
Chi è che da vent'anni uccide mediaticamente tutto ciò che non è calcio in Italia? Chi è che, negli anni '90, ha preso rugby, volley e hockey e le ha fatte miseramente fallire, gettandole nel baratro dell'oblio? Chi è che, con suoi uomini di fiducia, governa la città di Milano da quasi un ventennio? Il fratello del proprietario de Il Giornale. Quindi, belle le parole del quotidiano milanese, ma forse più che un articolo bastava una lettera alla proprietà.

Rugby e dintorni L’altra Milano: sotto San Siro niente
Sarà anche l’unica città d’Europa ad aver vinto la coppa dei Campioni con due squadre. Se l’Inter dovesse farcela contro il Bayern, ci sarà addirittura il sorpasso su Madrid come città più titolata di Champions (10 contro 9). Ma dietro questo luccichio calcistico c’è una città da terzo mondo sportivo. Insomma, sotto San Siro niente. Perché l’ultima mazzata all’altro sport di Milano è arrivata dal rugby che, sei mesi dopo aver vissuto l’apoteosi degli ottantamila a San Siro (sempre lì, guarda caso) per Italia-All Blacks, scopre che molto più banalmente Milano non può nemmeno ospitare una finale del campionato italiano. Perché San Siro è su un altro pianeta e l’Arena è troppo stretta e troppo corta persino per ospitare le partite della serie A ovale. Così il rugby milanese deve ingoiare l’ennesimo rospo (ormai da una decina d’anni non ha più una squadra al massimo livello) e vedersi soffiare persino questa opportunità di rivedere un po’ di sport alternativo a buon livello.
Ma d’altra parte il rugby è solo una delle tante discipline che piangono e languono sotto la Madonnina. Dove si crede di essere una capitale dello sport solo perché si mette un logo sulla carta intestata o si appiccicano i manifesti per le vie del centro. Poi si scopre che i grandi eventi annunciati per il 2009, l’anno in cui Milano era «capitale europea dello sport» (ma allora chissà come sono ridotte le altre città...), non sono stati supportati adeguatamente o addirittura non si sono disputati. Il sindaco Moratti recentemente ha celebrato la grande annata sportiva del 2009 ricordando di aver ospitato tra l’altro i mondiali di baseball, ma senza accorgersi che i mondiali li hanno giocati in tutta Italia tranne che al Kennedy, lo storico impianto milanese tanto fatiscente che non si possono neppure accendere i riflettori.
Milano che non ha più una squadra di pallavolo (fuggita dalla disperazione), che viene ormai evitata dal Giro d’Italia, che rischia persino di perdere il meeting di atletica perché questa estate l’Arena (già, l’unico stadio oltre San Siro ha 200 anni...) non sarà disponibile e non ci sono piste di allenamento, che non sa indicare un terreno per far costruire la pista del ghiaccio a un privato, che ha una squadra di basket che aspetta almeno la riqualificazione del Palalido, senza contare che dall’85 non esiste un palasport... Una città che, mentre Roma e Venezia si accapigliano per organizzare un’Olimpiade, fa finta di niente e guarda da un’altra parte. Tanto ci sarà sempre un’Inter o un Milan dietro cui nascondersi.
Il Giornale, venerdì 30 aprile

 

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