Inghilterra - Scandalo salary cap in arrivo?

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Dopo lo scandalo che ha travolto la Rugby League australiana e smantellato gli invincibili (e si è capito perché) Storm, rischia di spostarsi in Inghilterra e in Guinness Premiership la questione salary cap. Le dichiarazioni del proprietario dei London Wasps, che senza mezzi termini ha accusato un'avversaria di barare sul tetto salariale rischia di far saltare equilibri e di creare un cortocircuito pericoloso.

Getta il sasso ma nasconde la mano Steve Hayes sulle pagine del The Guardian. Dice il peccato, ma si guarda bene di enunciare il peccatore. "Una squadra di Guinness Premiership bara sul salary cap. Non ne ho le prove, ma i fatti sono evidenti" la sua accusa che, sinceramente, appare abbastanza ridicola. Anche perché senza prove sarebbe meglio tacere e, se si parla, ci vorrebbe il coraggio di andare fino in fondo e fare nomi e cognomi.
In Inghilterra c'è il salary cap, cioé il tetto massimo salariale che i club non possono sforare. Ed è di 4 milioni di sterline. 4,5 milioni di euro più o meno. Le accuse dei Wasps non sono, però, cadute nel vuoto e un esponente della Premier Rugby ha risposto che "le indagini sul salary cap sono continue, monitoriamo costantemente la situazione. Ma non ci esprimiamo su casi singoli e sarebbe meglio che anche i club lo facessero". Insomma, se c'è qualcosa di sporco e vi saranno le prove verrà fuori, ma in ogni caso è inutile lanciare accuse a casaccio. Hayes, questa volta, ha sbagliato. Ma forse le semifinali che stanno sfuggendo di mano alle Vespe gli hanno giocato un brutto scherzo.

 

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