Diritti televisivi - La Celtic League lontana dalla tv italiana

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Era uno dei punti fondamentali dell'ingresso italiano in Celtic League. Era una condicio sine qua non per i celti, che volevano monetizzare al massimo l'allargamento a Treviso e Aironi, ed era decisivo per la Fir, che vuole dare visibilità alla palla ovale in Italia. Eppure la questione dei diritti televisivi è a oggi ancora apertissima e le trattative sono in alto mare. E settembre si avvicina...

Nonostante i vari protagonisti non si sbottonino e si nascondano dietro a diplomatici "no comment", il rugby italiano rischia l'ennesimo flop e lo scoglio su cui rischia di infrangersi la corazzata dondiana si chiama Tv. Le trattative, passate dalla Fir al Board nei mesi scorsi, con Sky sono ferme. Troppo alte le pretese della Celtic League di fronte a un'offerta al ribasso della società di Murdoch, poco interessata a un prodotto che sul satellite raccoglierebbe poche migliaia di spettatori.
Più interessante, per Sky, abbinare i diritti celti a quelli della Nazionale italiana anche per i test match di novembre, ma questo ticket è al momento improponibile. Da un lato la trattativa, come detto, è in mano al Board e non alla Fir, dall'altra il presidente Dondi sa benissimo che non può permettersi di cancellare il rugby azzurro dalla tv in chiaro. Stallo quindi, aspettando di capire se vi sono margini di trattativa, con Sky che oltretutto vuole imporre la sua voce sulla stesura dei calendari. Da capire, poi, se questa trattativa riguarda solo le partite di Aironi e Treviso o se, invece, il pacchetto sarebbe completo.
Ecco che, quindi, l'attenzione si sposta sulle possibili, ma non probabili, alternative al magnate australiano. Cioé quella serie di canali nati con l'arrivo del digitale terreste e che potrebbero acquisire i diritti per trasmettere il rugby in chiaro o, almeno, in pay-per-view. Si parla, quindi, di Dahlia, di Mediaset Premium, di La7 digitale o di Rai Sport Più. Anche qui, però, la questione è prettamente economica. Nessuna delle suddette opzioni offrirà quello che il Board chiede, tutte andranno al ribasso e, a quel punto, per la Celtic League tornerebbe interessante l'alternativa Sky.

Insomma, la Celtic League in Italia resta, al momento, ancora una chimera. Con un ultima, vaga, opzione. Che la Federazione italiana intervenga politicamente nella trattativa, magari investendo soldi per integrare le possibili offerte delle emittenti (a quel punto favorendo una in chiaro) e magari spingendo istituzionalmente per far fare un'offerta alla Rai. Ma questa è fantapolitica.

 

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