Super 14- Moviola, processo del lunedì e lunghe squalifiche. Calcio italico? No, rugby australe

Sarebbe la manna dei Biscardi nostrani, riempirebbe pagine d'inchiostro roseo e provocherebbe interrogazioni parlamentari quello che è successo nel Super 14. Ma non siamo in Italia, quindi tutto si limita a una pacata protesta e a una possibile, pesante, squalifica. Chi sa quanti mesi si prenderebbe Mourinho se allenasse in Australia?

Di cosa stiamo parlando? Della meta non data ai Brumbies e precisamente ad Ashley-Cooper e alle polemiche che in questi giorni stanno scuotendo l'Emisfero Sud. Qui sopra potete vedere l'azione incriminata. L'estremo australiano schiaccia chiaramente la palla in meta (con un doppio movimento???), ma l'arbitro fischia fallo (successivo) ai Brumbies e non assegna la meta. Senza neanche consultare il TMO. I Brumbies, alla fine, perderanno.
Ma una meta non data non è notizia da prima pagina, quindi perché ne parliamo? Per quello che sta rischiando Matt Giteau, apertura dei Brumbies e della nazionale australiano. Il talento australe, infatti, dopo il match ha contestato l'arbitraggio di Steve Walsh, soprattutto in riferimento alla possibilità che lo stesso Walsh potesse arbitrare la prossima, decisiva, sfida dei Brumbies con i Reds. "Non so se capiterà, ma cosa cambia? Chiunque capisca di rugby sa che quella era meta", le parole chiare di Giteau. Che ora, però, rischia di aver chiuso qui il suo Super 14. Una clausola dei contratti dei giocatori, infatti, prevede il divieto assoluto di criticare pubblicamente l'operato dell'arbitro. Domani, probabilmente, verrà presa una decisione in merito. Ah, nel frattempo, per evitare polemiche, Walsh è stato escluso dalla griglia di arbitri per la partita...

Certo, se si pensa ai commenti dei nostri tecnici di Super 10, se si guarda al pallone tondo viene da sorridere alla frase detta da Giteau. 

 

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