Rugby&Letteratura - "La vendetta della terza linea", giallo ovale da non perdere

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Tornano le recensioni di Rugby 1823 ai libri che parlano di rugby. Anche quelli che sfiorano il mondo ovale, che lo usano per raccontare altre storie. Storie che vanno raccontate e lette. Come quella scritta dall'esordiente Nicolò Bonazzi, padovano, quindi garanzia di spirito rugbistico. "La vendetta della terza linea" è un giallo generazionale che merita di essere letto. Alt. E' da leggere, ma è sconsigliato ai pasdaran del politicamente corretto e del "i valori del rugby, bla bla bla". Perché "la vendetta della terza linea" è tutto tranne che una vendetta leale o sportiva, anzi, è un sentimento di cattiveria e odio.

Un sentimento di cattiveria e odio covato e cresciuto per anni nel cuore del protagonista e si manifesta con tutta la sua crudeltà a margine di un campo infangato di rugby.
Protagonista è Marco, giovane avvocato con un passato che non riesce a scordare. Un avvenimento successo ai tempi della scuola, durante una vacanza studio in Inghilterra, la culla del rugby. Una storia di hooligan, teppisti e troppa birra. Una storia che segna Marco, che lo spinge ad avvicinarsi al rugby a diventare una buonissima terza linea. Non per sport, non per passione (che pure c'è), ma solo per sete di vendetta. Vendetta che metterà in atto anni dopo, proprio grazie al rugby.
Quindi, se volete leggere un libro che si scontra con i fiumi di parole buoniste che ci circondano e circondano il rugby, se volete divertirvi a tifare per il cinismo spietato di Marco, se volete respirare il fango e l'orgoglio che dal rugby si traspone nella vendetta da teppista, questo libro fa per voi.

"La vendetta della terza linea" di Nicolò Bonazzi, edito da Altromondo Editore.

 

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