Amatori Milano - Troppa Rai, poche maglie

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Festeggiando ieri il successo dell'Amatori Milano sul Colorno ho accennato a una situazione non felice nel panorama ovale meneghino. Un accenno che, volutamente, non avevo approfondito, da un lato per godere della vittoria che all'Arena non arrivava da tempo e dall'altro perché le questioni extrasportive dell'Amatori voglio affrontarle con più calma e lucidità a stagione finita. Ma la scelta (di cui sono felice) di Milano come sede della finale del Super 10 impone almeno una risposta a chi ha chiesto lumi nei commenti all'articolo di ieri.

Quando su questo blog si critica la Federazione per il pressapochismo e per i giochini di corridoio, purtroppo non ci si dimentica chi ha eletto quella Federazione. Quando su questo blog si critica il dilettantismo e la mancanza di capacità manageriali dei club di Super 10 non ci si dimentica che Milano nell'Eccellenza manca da più di un decennio. Ecco, nelle ultime settimane andando all'Arena non ci si dimentica di ciò, anzi, ci viene ricordato in ogni momento.
Il cambio societario di alcuni mesi fa era stato visto come positivo, come una spinta a far crescere un movimento e una città e farle riconquistare lo spazio che la sua storia e la sua tradizione meritano. Promesse che, al momento, sono tutt'altro che mantenute. Come detto, dei problemi che affliggono l'Amatori e il rugby milanese in generale ne parlerò con calma nei prossimi mesi. Ma mi sembra giusto, soprattutto per chi all'interno della società e sul campo ha dato, e dà, tutto, evidenziare un controsenso assurdo e doloroso vissuto domenica.
Da un lato la volontà di dare una verniciata di colore brillante su quel muro ormai vecchio che è il rugby meneghino, fatta di operazioni di marketing, di imbellettamenti e di telecamere Rai a bordocampo. Dall'altro, invece, la triste scena delle sostituzioni. Già, perché quando a inizio ripresa Mauro Vaghi ha lasciato il campo per Emanuele Borboni (in campo con 38° di febbre!), questi da Vaghi ha ricevuto anche la maglia, cui l'accompagnatore ha prontamente "cancellato" il numero. Perché? Perché all'Arena non c'erano maglie a sufficienza per tutta la squadra. I titolari erano in campo e neppure con le maglie dall'1 al 15, ma random, e in panchina i sostituti non avevano la maglietta. Una scena indegna della Serie C, figurarsi della Serie A. Ecco, questo è successo domenica all'Arena di Milano. Ed è forse la cosa meno grave che ho visto o sentito. Per il resto, aspettiamo che questo campionato finisca e che, si spera, certi personaggi finiscano con esso.

 

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