Sud Africa - I mondiali di calcio sfrattano il rugby. Bulls sul piede di guerra

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Un danno economico ingente e un finale di stagione lontano dalla propria casa. Questo ciò che si prospetta per Bulls e Cheetahs a causa degli imminenti mondiali di calcio sudafricani. Butana Komphela, capo della commissione sport del parlamento sudafricano, ha annunciato che i terreni di gioco degli stadi Loftus e Absa Park sono in condizioni pessime e che, in vista dei mondiali che verranno giocati proprio in questi stadi, Bulls e Cheetahs dovranno finire la stagione del Super 14 altrove.

Una decisione cui i due team si oppongono. In particolar modo i Bulls che hanno tre match interni importanti, vedono questa scelta come deleteria dal punto di vista economico. Cambiare stadio, cambiare città, significa meno spettatori e meno incassi, soprattutto nel momento in cui si aspettano sfide da tutto esaurito, come Sharks e Crusaders. A ciò si aggiunga, poi, la questione legata ai tifosi abbonati, cui dovrebbero venir rimborsati gli abbonamenti e le possibili cause legali. Senza dimenticare, ovvio, il lato sportivo. Perché rinunciare al fattore campo nel finale di stagione, quando si decidono i playoff, è quantomeno folle.
E poi? Se, come possibile, i Bulls chiudessero al primo posto la stagione regolare avrebbero, in teoria, diritto a disputare la semifinale e l'eventuale finale in casa. Ma quale casa? Si parla di Soweto, che non è Pretoria. Altri soldi e altri vantaggi sportivi che vanno in fumo. Una decisione verrà, forse, presa oggi stesso. Quello che è certo è che le due squadre e la Saru lotteranno per evitare lo sfratto prima del 20 maggio, data cui originariamente si era pensato per il passaggio di consegne dalla palla ovale a quella tonda.

 

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