Italia - Mallett insiste: Bocchino mediano di mischia

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Inizia oggi il raduno della Nazionale Italiana a Tirrenia (Pisa) che vedrà gli azzurri impegnati per quattro giorni agli ordini di Nick Mallett, ma la primavera dell'Italia è iniziata, malissimo, il 6 aprile. Alessandro Troncon, infatti, si è presentato due martedì fa a Rovigo e per due ore si è messo ad allenare Riccardo Bocchino a mediano di mischia. Dalle parole di Mallett dopo il Galles ai fatti di Troncon in Veneto, dunque. Una scelta ridicola, per ben tre motivi.

Esperimenti falliti. Il primo motivo è la storia di Nick Mallett sulla panchina azzurra. Una storia di esperimenti, di colpi di genio e di fallimenti. Da Masi apertura a Bergamauro mediano di mischia la volontà di ribaltare i ruoli naturali dei giocatori a disposizione è una costante nella politica del coach sudafricano. Una costante che fa il paio con la costanza dei fallimenti di questa gestione tecnica.
Alternative. Di norma si cambia l'ordine degli addendi quando un addendo manca. Ebbene, l'Italia allo spot numero 9 ha queste opzioni al momento, sia nell'immediato sia nel futuro prossimo: Tebaldi, Canavosio, Picone, Semenzato, Gori, Chillon (che potrebbe, lui sì, ricoprire due ruoli), Callori di Vignale e, perché no, Toniolatti o Wilson. All'apertura, invece, Mallett può scegliere tra: Gower, Marcato, Duca, Burton e, appunto, Bocchino. Ah già, sempre che non convinca a venire in Italia Wisniewski, l'apertura franco-polacca del Racing. Guardiamo bene e vediamo che a mediano di mischia siamo coperti nell'immediato e nel futuro, mentre in apertura abbiamo più di un problema, soprattutto in prospettiva. Non è meglio far crescere Bocchino al meglio a 10, piuttosto che creare un ibrido, né carne né pesce, che ingolferà lo spot numero 9, divenendo inutile ad apertura?
Coerenza, goodbye. In questi giorni i giocatori italoargentini sono sul piede di guerra. La Fir ha deciso di applicare regole ferree per valorizzare i vivai azzurri e i giocatori di formazione italiana. A discapito degli stranieri, ma anche degli italiani nati e cresciuti all'estero, ma che hanno deciso di tornare in Italia, per lavoro, per studio o per rugby. Posizione discutibile, ma che, fosse coerente, potrebbe anche essere accettata. Ma la Fir, mentre da un lato discrimina gli italiani residenti in Italia da anni, dall'altra cerca presunti italiani, come Gower e Wisniewski, che mai hanno messo piede nel nostro Paese e che mai lo metterebbero se non per vestire la maglia azzurra. E li favoriscono, in azzurro, ai prodotti del nostro vivaio, come appunto Bocchino. Ora il giocatore del Rovigo diverrà un mediano di mischia, chiuderà la strada a giovani come Gori e Chillon, mentre all'apertura continueremo a dover tifare per gli italianissimi Gower o Wisniewski di turno. Geniale, come sempre.

 

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