Rugby juniores - L'Italia anni luce dal rugby d'eccellenza

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Continua il trend negativo delle nazionali giovanili italiane in campo internazionale. Nel sabato prepasquale, infatti, hanno giocato ben tre rappresentative azzurre, l'under 17, l'under 18 e l'under 19. Due sconfitte nette e inequivocabili contro Francia e Scozia e una vittoria di misura per l'Under 18 contro la certo non forte squadra tedesca. Prima dell'inizio del IV Nazioni Under 17 la Fir aveva detto che era il primo esame per le nuove Accademie. Il risultato è una bocciatura, l'ennesima.

Foto per gentile concessione di Elena Barbini

Nell'Europeo Under 18 l'Italia chiude al quinto posto grazie al successo di misura sulla Germania. Gli azzurri faticano ancora una volta, come successo con la Russia, soffrendo nel primo tempo, chiuso in vantaggio solo 8-6, per poi sbloccarsi in parte nella ripresa. Sotto 3-6 fino al 35', l'Italia di Brunello (bocciato!) si sveglia con la meta del milanese Buondonno, allunga nella ripresa con Morsellino e Monfrino, ma trema nel finale, quando al 64' la Germania realizza l'unica meta tedesca con Fisher.
A Roma, invece, va in scena il primo turno del IV Nations Under 17. L'Italia, sfavorita alla vigilia, ha affrontato all'esordio la Francia e il risultato è stato netto: 48-8 per i transalpini. Gli azzurrini pur non rendendosi mai pericolosa resiste in difesa il primo tempo, chiusa sul 3-10 nonostante il temporaneo vantaggio grazie al piede di Campagnaro, ma quando la Francia accelera a inizio ripresa non c'è più partita. Due mete nei primi 4' e la terza al 14' spezzano il match e danno il là a un monologo francese che si chiude con un computo di 7 mete a 1 per i transalpini, con Esposito a rendere meno duro il punteggio finale.
Da Roma a Parabiago, provincia di Milano, per il test match tra l'Italia e la Scozia Under 19 (cioé la nazionale che l'anno prossimo dovrà rappresentarci nei mondiali under 20). Anche in questo caso una partita senza storia, con l'Italia troppo imprecisa, limitata in mischia e in touche e con i trequarti che non pungono e si limitano al compitino. Il risultato è un 3-32 nel quale la Scozia ha sempre avuto in mano il pallino del match.

Insomma, due sconfitte nette contro nazioni del Sei Nazioni e una vittoria sofferta e di misura contro una nazione che non ha più tradizione rugbistica da anni. Questo è il risultato delle scelte federali, che vanno dai progetti statura alla politica di selezione dei giocatori, dalla gestione delle Accademie alla scelta degli staff tecnici giovanili, chiaramente inadatti a questi livelli. 

 

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