Stadio Flaminio - Per l'ampliamento nessuna crisi di Nervi

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Un altro passo verso la conferma del Sei Nazioni a Roma, un altro tassello lungo la strada che porterà all'ampliamento dello Stadio Flaminio a 42.000 posti, opzione minima per non dover cambiare location del massimo torneo continentale. Dopo l'accordo tra Comune e Fir, infatti, è arrivato anche il tanto atteso "sì" da parte dei discendenti di Pier Luigi Nervi, l'architetto cui si deve il Flaminio. Un ok sospirato, ma alla fine arrivato.

"Ringrazio la famiglia Nervi — ha commentato il sindaco Gianni Alemanno — per la lettera inviata a me e al presidente Giancarlo Dondi con la quale si evidenzia la volontà di collaborare con Comune e Federugby nella ristrutturazione del Flaminio". Una ristutturazione che non colpirà il progetto originale dell'architetto Nervi, ma che permetterà un ampliamento della struttura, come richiesto dal Board del Sei Nazioni. Un progetto che dovrà chiudersi entro il 2012, per la cui edizione del Sei Nazioni vuole tornare nella sua casa del rugby. Per la prossima edizione, invece, è probabile l'utilizzo dello stadio Olimpico, magari con le curve chiuse e una disponibilità di circa 40-50.000 posti.

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