Rugby alla deriva - Celtic League, scozzesi finalmente pronti per il sì?

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Continua il tam tam di notizie che da Roma a Dublino, passando per Cardiff e, soprattutto, Edimburgo raccontano la saga della Celtic League. Dentro o fuori, questo è il dilemma. Che dovrebbe venir svelato nei prossimi giorni (il 22?), ma che sembra aver finalmente incassato il via libera scozzese. Saranno stati i tre milioni, sarà stato il pressing irlandese e gallese o, anche, le parole di Bill Beaumont ad aver fatto cambiare idea agli uomini in kilt. Quindi, salvo sorprese, l'ingresso italiano in Celtic League è ormai a un passo.

Un ingresso ben diverso da quello che la Federazione aveva prospettato nel dicembre 2008, quando face formale richiesta al Board celtico, e che Dondi spacciò come necessario per far crescere il movimento ovale italiano. Un ingresso che, sotto la pressione delle due franchigie e il silenzio complice di Dondi, rischia di veder entrare in Celtic League due squadre con preponderanza di nomi non italici (la Fir è intenzionata a fare un passo indietro rispetto al tetto di cinque stranieri), un ingresso che a queste condizioni sarà vantaggioso solo per le due realtà private che vi entreranno e non certo per il rugby italiano, e un ingresso che nei paesi celti viene visto con forte scetticismo e più di qualche dubbio, sportivo e non solo, sia dagli addetti ai lavori sia dai tifosi.
Ma la dote di tre milioni raccimolata nelle ultime settimane da Fir, Aironi e Treviso ha smosso quelle acque che sembravano calmissime e ha fatto rivedere la posizione di molti. Certo, alcuni particolari sono ancora da sistemare, le due franchigie hanno dovuto produrre garanzie aggiuntive e l'ingresso azzurro è "a tempo" (si parla di un periodo di prova di quattro anni), ma il più sembra fatto.
Anche le forti resistenze scozzesi sembrano ormai un ricordo. La Federazione degli highlanders, infatti, avrebbe comunicato verbalmente a Giancarlo Dondi il proprio voto favorevole, eliminando l'ultimo ostacolo tra l'Italia e la Celtic League. A far cambiare idea agli scozzesi le forti pressioni arrivate nelle ultime settimane. Non solo dall'Italia, ovviamente, ma anche da Irlanda e Galles e, cosa più importante, dall'Irb stessa. Bill Beaumont, vicepresidente dell'International Board, si è speso in prima persona per far trovare un accordo tra la Fir e il Board celtico, cosciente che la bocciatura italiana sarebbe stato un disastro per l'intero movimento italiano.
Ora si attende la conferma ufficiale, cioé il voto unanime del Board. Salvo sorprese dell'ultima ora che speriamo non ci siano. Perché nonostante non mi sia piaciuto il modo in cui si è arrivati a oggi, nonostante sia convinto si dovesse fare altro e farlo meglio e nonostante sia convinto che l'accesso alla Celtic League debba seguire una riforma profonda dell'intero movimento, dalle giovanili al massimo campionato, dai tecnici federali ai dirigenti che gestiscono la Fir e la nazionale, nonostante tutto ciò l'Italia non può perdere questa occasione. A nessun costo.
Il voto è previsto per il 22 febbraio, anche se molti temono che tutto verrà rimandato a fine Sei Nazioni. Giusto perché non c'è fretta...

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