Rugby alla deriva - Celtic league: la farsa continua

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"Vi faremo sapere", queste le parole del Board a Fir, Treviso e Viadana dopo aver ricevuto la garanzia dei tre milioni in più richiesti per coprire il vuoto lasciato dallo sponsor che la Federazione in questo anno non ha trovato. "Vi faremo sapere... le nuove condizioni" è la frase completa. Già, perché ora che la questione economica sembrerebbe risolta, i celti iniziano a farci le pulci su tutte le altre questioni rimaste in sospeso. Fumata grigia secondo alcuni, nera secondo altri, tendente al bianco secondo pochi. Per ora l'unico risultato è il rinvio dei calendari di Heineken e Challenge cup da parte dell'Erc, per il resto... aspettiamo due settimane.

Sta diventando fastidiosa e stucchevole la farsa celtica. Una trattativa dai contorni fantozziani, con personaggi che sembrano (sembrano?) non parlare la stessa lingua e che si raccontano storie diverse, convinti di capirsi. Una trattativa che doveva chiudersi l'estate scorsa (PRIMA di scegliere le franchigie, che sarebbero dovute esser scelte in base a richieste precise e chiare da parte celtica) e che, invece, è andata avanti ad libitum fino ad adesso (e intanto Treviso e Aironi hanno iniziato a investire). Il risultato? Che si continua a navigare a vista e si aspettano le nuove richieste del Board. Un Board che, ogni giorno che passa, sembra sempre più volersi liberare dell'impiccio italico, come se nell'ultimo anno ci si fosse accorti di essersi imbarcati in una storiaccia sbagliata. Sarà stato il pressapochismo federale? Il maneggiamento tipicamente politico e tipicamente italico? O i pessimi risultati delle italiane? O, più semplicemente, gli accordi erano altri fin dall'inizio?

Speriamo, a questo punto, che la prossima risposta sia definitiva e l'ultima. Dentro o fuori. Ormai non importa, l'importante è che finisca!

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