Celtic League - Gli Aironi traslocano a... Viadana

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Un nuovo capitolo si aggiunge alla ormai annosa saga dell'ingresso italiano nella lega celtica, la cui approvazione (o, più probabile, bocciatura) dovrebbe arrivare a gennaio. Sulle pagine dell'edizione di Reggio Emilia del Resto del Carlino di ieri, infatti, si sono sollevati dubbi sull'adeguatezza dello Stadio Giglio a ospitare la franchigia degli Aironi nell'avventura celtica. Dubbi che potrebbero svelare il bluff di Melegari, da sempre convinto che la casa degli Aironi sia e debba rimanere lo Zaffanella e la sua Viadana.

Scrive il collega del Resto del Carlino: "A noi il tentativo non ha convinto completamente. Al di là delle cifre sull'affluenza (gli spettatori ci sono sembrati meno degli 8.348 proclamati "nuovo record di ogni tempo per un club italiano in Europa"), lascia qualche dubbio l'adeguatezza di un impianto vasto come il Giglio per una competizione (il progetto è portare a Reggio la Celtic League) nella quale giocherà una squadra (gli "Aironi", franchigia con base a Viadana) che non è né una formazione cittadina né una selezione nazionale e che pertanto potrebbe non scaldare immediatamente il cuore degli appassionati".
Insomma, Reggio Emilia non sembra "essere pronta" ad adottare una squadra che non è parte del proprio Dna, che ha sede in una cittadina di un'altra provincia e addirittura in un'altra regione. A ciò si aggiungano i dubbi espressi anche su questo blog sulla reale consistenza dell'affluenza per il match con gli Ospreys e le perplessità sull'appeal mediatico che gli Aironi e la Celtic League potranno avere in Italia e che, quindi, potrebbero per Reggio e per il Giglio non valere la candela. Dubbi che sembrano quindi riportare gli Aironi a casa, cioé a Viadana.
Un sasso, una provocazione, quello gettato dal giornalista del Resto del Carlino che potrebbe svelare il bluff del presidente del Viadana, Melegari, deus ex machina del progetto Aironi. Sì, perché al di là delle parole, al di là dell'ottima capacità di aggregare diverse realtà territoriali in nome degli Aironi, Melegari ha sempre visto la franchigia come una diretta emanazione del suo Viadana. Lo stadio Zaffanella, fiore all'occhiello della sua gestione, non verrà sacrificato così facilmente e l'opzione Reggio era, ed è, un compromesso che alla dirigenza di Viadana non è mai piaciuto. Perché gli Aironi sono Viadana e vogliono restare a Viadana. Reggio Emilia, Parma o un'altra soluzione sarebbero solo lo scotto da pagare per dimostrare una volontà di ampliare il bacino e, soprattutto, di offrire un prodotto più internazionale e appetibile in terra celtica. Ma, come dice il Resto del Carlino, se per i reggiani sarebbe dura scaldare i propri cuori per gli Aironi, per gli Aironi sarebbe durissima scaldare i propri cuori fuori dallo Zaffanella e da Viadana.

Una palude pericolosa quella in cui si stanno muovendo gli Aironi, impantanati tra la volontà di restare a Viadana e la necessità di offrire qualcosa di più sul già povero piatto celtico. Reggio Emilia era la soluzione che il presidente Dondi tanto amava (i celti molto meno), ma forse, anche questa volta, il presidente ha fatto i conti senza l'oste.

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