Sport&Società - Gareth Thomas: "Sono gay e ora ho il coraggio di dirlo"

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L'omosessualità nello sport non ha vita facile, il mito della mascolinità è uno dei cardini di molte discipline e il rugby è cresciuto permeato di testosterone. Accettare che i gay possano giocare a rugby è ancora difficile per molti e, per qualcuno, è difficile accettare di essere un rugbista omosessuale. Gareth Thomas, uno dei più leggendari giocatori del Galles e dei British & Irish Lions, un matrimonio alle spalle ha deciso di fare coming out: "Sono gay, ho sofferto, ma ora sono pronto a dirlo".

35 anni, cento caps con la maglia del Galles, alla guida dei Dragoni alla conquista del Grande Slam del 2005 e dei British & Irish Lions nel tour dello stesso anno, Gareth è conosciuto da tutti gli appassionati come Alfie. Sposato nel 2002 con un'amica d'infanzia sembrava la perfetta icona del rugby. Fisico scolpito, un volto da duro, una bella moglie, vittorie e leadership... ma a Thomas qualcosa rodeva dentro da tempo. "E' stato nel 2006, in lacrime nello spogliatoio del Millenium Stadium, che ho capito che non potevo andare avanti a nascondere me stesso a me e agli altri. Prima ero convinto di poter nascondere nel mio profondo chi ero, sopprimerlo, ma poi mi sono reso conto che non potevo più ignorare la verità" ha dichiarato il giocatore sulle pagine del Daily Mail. Arriva, così, la confessione alla moglie e il matrimonio che va in frantumi. Ma Thomas spera di tenere la verità nascosta ancora al mondo esterno. Ma non ce la fa e si confessa con uno dei suoi coach. Poi è la volta di Stephen Jones and Martyn Williams, due compagni di squadra che si dimostrano anche grandi amici e che cercano di aiutare il loro compagno ad andare avanti. Da allora, poco alla volta, Gareth Thomas ha imparato ad accettarsi e si è accorto che a chi gli era vicino, il club, i compagni, gli amici e la famiglia non importavano le sue inclinazioni sessuali, che era tutto come prima.

Per questo oggi Gareth ha deciso di dirlo a tutti. Per togliersi un peso, per essere onesto con se stesso e con tutti i suoi tifosi e, come ha detto Thomas stesso, per essere un esempio. "Voglio mandare un messaggio a tutti i gay che hanno paura a dirlo. Si può fare, chi ti vuole bene non ti abbandona e non c'è nulla di cui vergognarsi". Non c'è nulla di cui vergognarsi, né nella vita normale né su un campo di rugby. Perché il mito del machismo ovale è solo un mito. E la forza, la classe e la leadership di Gareth Thomas non sono diminuite o sono state svilite dal suo coming out.

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