ESCLUSIVO! Intervista a Gordon McKie, boss della federazione scozzese! E si parla di Italia e Celtic League...

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Gossip, voci, gufate, speranze. In questo periodo, quando si parla di Celtic League sono questi i commenti più comuni che si leggono. La Fir tace, dal Board nessuna notizia e ogni rumor che arriva viene vagliato, analizzato, criticato e messo in discussione. Perché ognuno ha la sua bandiera da difendere e, come sempre capita,  crede a ciò che è positivo per lui e rinnega le voci negative. Purtroppo, però, non sempre le voci sono solo tali. Gordon McKie, presidente della Federazione scozzese, ha rilasciato nei giorni scorsi un'intervista al Sunday Times, pubblicata stamani dal giornale britannico e che non è molto positiva per le speranze azzurre. Rugby 1823 ha potuto leggerla in anteprima e ve la ripropone, tradotta integralmente.

A che punto è la questione Italia in Magners League?

Noi non siamo preclusi a nulla. Potrebbe essere una buona cosa per il torneo in termini di opportunità commerciali, un più alto numero di spettatori, una maggiore partecipazione e un più alto standard del rugby, e più sponsorizzazioni. Finora, comunque, gli ostacoli all'ingresso italiano in Celtic League non sono stati spiegati chiaramente, e ancor meno compresi.
C’è una certa divisione tra le varie federazioni riguardo al valore della partecipazione italiana. Stiamo esaminando a fondo la questione, riteniamo che la Magners League stia andando bene e cominci ad attrarre di più e a dare ai nostri ragazzi un plus sportivo. Introdurre squadre italiane in quel campionato rende più complessa la struttura della stagione e accresce costi e rischi. Che succederebbe se gli italiani non riportassero i loro migliori giocatori in Italia e noi finissimo per giocare contro semplici squadre di club? E questo cosa farebbe al torneo?

Gli scozzesi hanno una visione ostile perché sono quelli che avrebbero più da perdere?
Siamo stati accusati di non volere le squadre italiane perché sarebbero più forti a livello nazionale e a livello di coppa Heineken, ma questo è un punto di vista superficiale. Un’Italia forte nel Sei Nazioni migliorerebbe sia quel torneo sia l’Heineken. Il nostro punto di vista è influenzato più dalle conseguenze per la Magners League e la struttura della stagione, dovendo giocare quattro partite in più in un campionato già molto intenso. Sono questi i nostri problemi, non di certo il non desiderare che vi partecipino le squadre italiane.
Vi sono altri due punti. La Magners League è seguita da televisioni nazionali. Come funzionerebbe in Italia dove potrebbe essere trasmessa su Sky o su La 7?
Il secondo problema è la sponsorizzazione. Quale marchio copre tutte e quattro le nazioni? A Roma, per esempio, non si trova la Magners.
Affrontiamo questo problema sinceramente a mente aperta, non abbiamo posto ostacoli, ma a livello di comitato i problemi che si sono avuti in Italia hanno dato adito a un certo allarme. Era entrata Roma che poi è stata estromessa e che adesso sta facendo causa alla federazione italiana. Che fa la federazione italiana per appoggiare queste due squadre? Qual è la posizione dell’IRB? Vi sono un sacco di simili problemi.

Scadenze?
Non abbiamo detto di no, ma vogliamo esaminare ulteriormente la questione. Ritengo che la fine di gennaio sia il periodo favorevole per decidere se l'ingresso italiano per la stagione 2010-2011 sia realizzabile. In questo momento non posso dire se sarà possibile rimandarla o se sarà un secco no (esclude, quindi, un sì. ndr). Se non fossimo pronti per la stagione 2010-2011, ci si potrebbe chiedere quanto sarebbe adeguata la stagione 2011-2012, dal momento che quello è l’anno della Rugby World Cup.

Gli scozzesi non portano sponsorizzazioni o televisioni alla Magners League… come possono criticare l’Italia proprio per queste stesse cose?
Noi siamo stati i parenti poveri nella Magners League, perché non abbiamo un broadcast partner disponibile. Il Galles ha S4c e BBC Wales, l’Irlanda ha Setanta, TG4 e RTE, noi non abbiamo un bel niente. Abbiamo la SVT, che però è stata predisposta più grazie ai nostri sforzi che ai loro. Ciò ci impedisce di essere considerati un partner alla pari e di avere una posizione alla pari al tavolo del consiglio. Spero che tramite il ‘broadcasting commission’ (Comitato Tv) e altre cose che stanno avvenendo a Hollyrood, il governo scozzese s’impegnerà a fare qualcosa a questo proposito.

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