Sei Nazioni - Chi sale e chi scende dopo i test di novembre

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Diciannove incontri, dieci vittorie, otto sconfitte e un pareggio. Questo il risultato complessivo delle squadre che tra poco più di due mesi si affronteranno nel Sei Nazioni 2010. Bilancio positivo, alcuni risultati veramente importanti, e tante indicazioni sullo stato di salute delle sei regine continentali. Tralasciando l'Italia, di cui parlerò più approfonditamente nei prossimi giorni, guardiamo come escono da questo novembre ovale Irlanda, Francia, Scozia, Galles e Inghilterra.

Irlanda:2v 1n (Fiji, Sud Africa; Australia)

I campioni di quest'anno si confermano una delle formazioni europee più forti e più in forma del momento. L'unica nazionale del Sei Nazioni che esce imbattuta, portando a casa lo scalpo dei campioni del mondo e con un bel pareggio con l'Australia. L'Irlanda si dimostra concreta, quadrata e, a differenza di ciò che molti temevano, sta lanciando molti giovani che non faranno rimpiangere in futuro i vari O'Gara od O'Driscoll. Jonathan Sexton è la più bella sorpresa di questo novembre e, in generale, i tuttiverdi si presentano all'appuntamento 2010 con i favori dei pronostici.

Francia: 2v 1p (Sud Africa, Samoa; Nuova Zelanda) Una vittoria bella contro il Sud Africa, una sfida dominata contro Samoa facevano sperare in un 2010 pieno di successi per i Bleus. Ma la lezione subita dagli All Blacks nell'ultimo match autunnale ha ridimensionato pesantemente la grandeur transalpina. I francesi sembra sappiano giocare al meglio quando non devono difendere, ma messi sotto pressione vanno in confusione e subiscono i trequarti avversari. A volte sembra che Lievremont navighi a vista, puntando più sulle individualità che su un gruppo coeso e ben definito. Detto ciò, la qualità e la classe dei transalpini fanno ben sperare e la Francia si presenta al prossimo Sei Nazioni come alternativa più credibile all'Irlanda.

Scozia: 2v 1p (Fiji, Australia; Argentina) Non ha i talenti che possono offrire le altre formazioni di punta, in Europa e nell'Emisfero Sud. Arriva da anni di gestione ambigua, con un Frank Hadden che non ha saputo dare un gioco e un'anima a questa squadra. Ma la Scozia targata Robinson vista in questo novembre ha mostrato potenzialità interessanti. La vittoria con l'Australia è nata dal gruppo, dalla capacità di uccidere il match quando la situazione si fa pericolosa. Non è bella da vedere, ha dei grandi limiti e si affida soprattutto al piede dei suoi calciatori. Insomma, assomiglia molto all'Italia, ma ha alle spalle una Federazione e uno staff tecnico che riesce a tirare fuori il meglio da ogni giocatore. Non punta alla vittoria, ma quest'anno difficilmente lotterà per il cucchiaio di legno.

Galles: 2v 2p (Samoa, Argentina; Nuova Zelanda, Australia) Oggetto misterioso di questo autunno ovale. La crisi dei Dragoni, già evidente in Celtic League, si ripropone anche con la nazionale, capace di vincere bene solo con l'Argentina, mentre rischia con le Samoa e perde con gli All Blacks e i Wallabies. Mancano alcuni talenti, altri escono acciaccati, ma la mano di Warren Gatland, che aveva regalato nel 2008 il Grande Slam al Galles, sembra aver perso la sua presa decisa. Punterà anche nel 2010 sulle individualità, ma non sembra in grado di impensierire Irlanda e Francia. I Dragoni rischiano un film già visto: o dominano il mondo, o si accartocciano su se stessi e rischiano una debacle totale.

Inghilterra: 1v 2p (Argentina; Australia, Nuova Zelanda) E', insieme all'Italia, l'unica nazionale europea a uscire con uno score negativo dai test match novembrini. Una sola vittoria, contro l'Argentina, e due sconfitte che bruciano con Australia e Nuova Zelanda. Ma, al di là dei risultati, la nazionale della rosa rossa non convince mai per gioco e qualità. Il ritorno di Sir Wilkinson nasconde molti dei limiti di una squadra che Martin Johnson sembra non saper plasmare e cui non è ancora riuscito a dare un vero gioco. E' vero, mancavano molti giocatori per infortunio e tra due mesi sarà sicuramente più competitiva, quindi punterà sull'esperienza, sulla fisicità e riuscirà ancora una volta a non sprofondare, ma difficilmente il Sei Nazioni 2010 sarà ricco di soddisfazioni per l'Inghilterra.

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