Affari italiani - Smentite e retromarce venete

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E' passato tranquillo il primo weekend post tsunami celtico. Dopo una settimana di accuse, ipotesi, minacce e dubbi su cosa sia veramente successo sabato 18 luglio, è il momento di ragionare a mente fredda. In settimana cercherò di far chiarezza sia su chi ha giocato "sporco" in consiglio sia sulla reale consistenza delle varie candidature. Intanto, dal Veneto, arriva una retromarcia (ovvia e scontata) e una smentita, che probabilmente doveva essere ovvia e scontata anche prima.

Zeno Zanandrea, vicepresidente Fir e nominato nella commissione che dovrà valutare la consistenza delle due franchigie scelte, torna sulle parole dette in settimana, facendo una scontata retromarcia. "Mi sono spiegato male. Non volevo dire che la candidatura dei Pretoriani non sta in piedi. Tutte e quattro quelle votate sono valide, ce l'ha detto l'advisor". Una smentita che arriva, casualmente, dopo le accuse lanciate dai Praetoriani che avevano contestato le parole del vicepresidente, il quale aveva in un primo tempo detto che "Il Benetton non doveva avere problemi per essere ammesso in Celtic League. La candidatura dei Pretoriani non sta in piedi. Domani sarò a Roma per iniziare a spulciarne le caratteristiche". Parole uscite alcuni giorni prima della smentita, quindi, fossero state realmente fraintese, forse Zanandrea avrebbe potuto parlare prima. Invece ha aspettato che da Roma arrivassero precise accuse. Casualità? Direi di no...

Susanna Vecchi, presidente del Rovigo, smentisce invece che vi sia un accordo tra le società venete per boicottare il prossimo campionato. "La FEMI-CZ Rugby Rovigo assicura quindi i propri tifosi che dopo essersi iscritta sarà regolarmente ai nastri di partenza del prossimo massimo campionato italiano di rugby". Un'affermazione ufficiale, resa nota in un comunicato stampa della società che ribadisce come "La società FEMI-CZ Rugby Rovigo, in riferimento ad articoli apparsi nei giorni scorsi sulle pagine di alcuni quotidiani veneti, smentisce categoricamente l'intenzione di ritirare la propria iscrizione dal campionato italiano Super 10 stagione 2009/2010. Gli articoli in oggetto, lasciano infatti intendere l'esistenza di un accordo tra le quattro società venete". Insomma, niente accordo, niente volontà di creare una federazione veneta e un campionato separato. Insomma, il Veneto arrivato diviso al 18 luglio non si è ricompattato, come qualcuno voleva far credere, ma è ancora diviso. E la scelta di Simone Favaro di andare a Parma (società sempre più vicina agli Aironi) ne è una conferma indiretta.

Insomma, una settimana di propaganda si ridimensiona. E siamo al punto di partenza. Con gli Aironi e i Praetoriani in Celtic League e Treviso, per ora, fuori. La partita è appena all'inizio, vedremo se, ora, i vari protagonisti sapranno, finalmente, giocare a carte scoperte o se, invece, continuerà questo patetico giochetto politico che coinvolge la Federazione, il presidente Dondi, i consiglieri romani, quelli veneti, un consigliere lombardo e tutto quel sottobosco di piccole persone che stanno uccidendo il rugby italiano.

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