Affari italiani - Treviso risponde alle critiche, con garbo e fermezza

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A due giorni dalla decisione federale di escludere Treviso dalla corsa alla Celtic League la società veneta ha deciso di rompere il silenzio che ha contraddistinto gli ultimi mesi di lavoro della squadra stessa. Con un comunicato che si può definire pieno di garbo, nonostante sia fermo e deciso nei contenuti. Il comunicato si rivolge a chi, in questi mesi, ha portato avanti ipotesi, più o meno concrete, sulla candidatura trevigiana in Celtic League. Un comunicato che vi ripropongo senza ulteriori commenti, che preferisco analizzare con calma e, nei prossimi giorni, se reputo necessario avallare o contestare.

Faccio ciò per un motivo ben preciso. Pur conscio del fatto che Rugby 1823 non è sicuramente uno degli organi d'informazione presenti nella "rassegna stampa" di una società come Treviso, e quindi conscio che il comunicato si rivolge ad altri e di certo non contempla me e questo blog, i contenuti del comunicato possono venir applicati a Rugby 1823. Che da sempre ha contestato a Treviso una scarsa volontà a collaborare con le altre realtà venete e con la Fir. Come detto, questa volta preferisco pubblicare il comunicato senza ulteriori interventi, volendo ragionare sulle parole di Treviso e, nel caso reputassi ve ne fosse il bisogno, dirò la mia. Anche perché, dalla mia esperienza giornalistica, ho imparato a dare più peso ai fatti che alle parole.

Ecco, comunque, quello che scrive la società Benetton Treviso.
"Benetton Rugby sulle tante inesattezze riportate sulla propria presentazione per la partecipazione alla Magners Celtic League desidera precisare:
Di aver sempre ritenuto che la documentazione relativa alla propria candidatura dovesse essere considerata riservata al Consiglio Federale e pertanto non ne ha mai divulgato il contenuto.
Ma poiché da più parti si è voluto rappresentare la nostra proposta come limitata alla nostra società ed oltretutto si è continuato a dubitare sulla collaborazione da offrire alla Nazionale Italiana, vi proponiamo alcuni passaggi della nostra documentazione di 74 pagine più allegati presentata alla FIR.
In merito alla collaborazione con le altre realtà venete
“…E’ auspicabile un rapporto normativo che permetta alla formazione che compete in Europa di poter intrattenere rapporti collaborativi nella gestione di giocatori con le maggiori realtà regionali che partecipano al Campionato Super 10. E a questa collaborazione si ispira l’idea di allargamento del territorio di riferimento per la squadra che gioca in Europa.
Pensiamo agli incontri che potrebbero essere disputati in altre città venete, oltre che a Treviso, ed ad altre iniziative di marketing e di sostegno alla formazione europea, da ricercarsi appunto nella nostra regione.
Il progetto dunque non coinvolgerà esclusivamente la città di Treviso, ma avrà un ampio respiro a caratura regionale.
L’obiettivo è duplice. Esiste innanzitutto un cosiddetto Progetto di Marca, che interessa la costituzione di una base solida a livello giovanile....Il secondo obiettivo riguarda invece il rugby regionale, con la creazione di sinergie e forme di collaborazione con le altre società venete di vertice, a vari livelli, sul piano tecnico, logistico, turistico ed economico.
Sul piano tecnico, si potrà stabilire la possibilità per giocatori appartenenti ad altre società di vertice regionali, di essere selezionati per la squadra che compete in Europa con la regolamentazione di apposite finestre.
Sul piano logistico, deve essere contemplata la possibilità di poter disputare gli incontri della squadra europea in diversi stadi.
La regione Veneto offre un ampio ventaglio di alternative con stadi adatti al rugby di alto livello ed eventualmente con l’utilizzo di altre strutture. Per tale motivo, pur rimanendo centrale la base di Treviso per allenamenti e sede amministrativa-logistica, l’idea resta quella di disputare gli incontri ufficiali anche in altre città venete, per coinvolgere al meglio tutta la passione rugbistica della regione…”.

In merito alla collaborazione con la FIR
La richiesta della FIR era così formulata: Fornire ogni indicazione in merito a come lo staff tecnico ed amministrativo della franchigia intenderà rapportarsi e collaborare con lo staff tecnico federale e della Nazionale.
La risposta di Benetton Rugby  è stata la seguente:
“Confermiamo di garantire la massima disponibilità di collaborazione del nostro staff tecnico ed amministrativo nel rispondere alle esigenze delle Selezioni Nazionali per il bene del rugby azzurro. La disponibilità di Benetton rugby si deve considerare anche per l’eventuale uso delle nostre strutture”.
Quindi:
In merito alla collaborazione con le altre realtà venete, sono a disposizione le tante testimonianze dei presidenti delle società da noi contattati. Siamo certi che il proporsi a capofila non possa essere in alcun modo considerato un gesto di arroganza, ma di facile e comprensibile necessità.
In merito alla collaborazione con la FIR non abbiamo mai ricevuto lamentela alcuna per il nostro comportamento passato che è sempre stato rispettoso delle regole federali entro le quali con estrema trasparenza e lealtà ci siamo mossi. 
Benetton Rugby, i suoi giocatori e i suoi dirigenti, desiderano ringraziare i tanti appassionati veneti ma anche di altre regioni per il sostegno ricevuto ed in particolare i dirigenti delle società venete.
Benetton Rugby non prenderà mai in considerazione l’idea di ritirarsi da una competizione (Campionato Italiano Super 10 o Campionato di Serie A) perché non ne condivide le regole o le decisioni. Ed assicura i propri sostenitori che onorerà come sempre il proprio impegno e la propria passione per il gioco del rugby.

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