Sud Africa - Peter De Villiers dà i numeri e la Federazione deve scusarsi: "Non siamo per la violenza nel rugby!"

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Quando si hanno le ragioni si difendono, quando non le si hanno le si inventano. E' scoppiato in Sud Africa il caso De Villiers e ha aperto uno scontro tra la stampa e il tecnico degli Springboks, con la Saru a gettare acqua sul fuoco. A scatenare polemiche e scandali l'espulsione temporanea (e seguente squalifica) di Schalk Burger per eye gouging. Un fallo pericoloso e antisportivo che De Villiers ha cercato di ridimensionare, commettendo una gaffe dietro l'altra.

Ma andiamo con ordine. Alla fine del secondo match tra Sud Africa e British & Irish Lions, a caldo, il coach sudafricano aveva dichiarato di non ritenere il fallo commesso da Burger nel primo minuto di gioco degno di cartellino giallo. Un'impressione avuta da bordo campo, ovviamente, e che tutti si sarebbero aspettati rinnegasse dopo aver visto le immagini.
E, invece, nella conferenza stampa tenuta l'altroieri, De Villiers non ha solo confermato la sua prima impressione, ma ha continuato a insistere sulla sportività del suo giocatore, sul fatto che non fosse un gesto pericoloso e che la squalifica fosse esagerata. Pressato dai cronisti, che gli chiedevano se la Federazione avrebbe fatto ricorso contro la squalifica di otto settimane, De Villiers, chiaramente alterato, ha iniziato anche a insultare i colleghi, dichiarando che chi si occupa seriamente di rugby aspetta le motivazioni prima di parlare, mentre chi è un "parolaio" può farlo liberamente come fanno i giornalisti. Insomma, Burger è innocente, il gouging non è poi così pericoloso e i giornalisti sono tutti incompetenti.
Un fiume in piena De Villiers, cui la Federazione sudafricana ha dovuto mettere una diga. Ieri, infatti, è uscita una nota congiunta del presidente Oregan Hoskins e dello stesso coach in cui si afferma che "vogliamo scusarci con la comunità rugbistica per l'erronea impressione data che atti violenti e antisportivi siano, in qualche modo, accettati dal rugby sudafricano. Non è mai stato così e non lo è ora, dove appoggiamo qualsiasi decisione, anche forte, per combattere certi atteggiamenti". Con il coach che cerca, malamente, di salvare capra e cavoli "Eye-gouging è qualcosa che come squadra non accettiamo, così come ogni altro gesto antisportivo. Le mie dichiarazioni dell'altro giorno si riferivano a Schalk Burger come persona, non al fatto in sé". Insomma, salvato in extremis. Ma sarà il caso che alla prossima conferenza stampa Peter De Villiers pesi bene le parole prima di parlare.

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