Affari italiani - L'ennesima follia federale ci costa i Mondiali femminili

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Sconfitte 12-5 dalla Spagna, le azzurre di Ermolli e Granatelli chiudono al terzo posto il Torneo Fira che si disputava in Svezia e dicono addio ai Mondiali del 2010. Due sconfitte in tre partite sono costate care a Zangirolami e compagne, anche se sono ben poche le colpe da dare alle ragazze. Senza il gruppo di Treviso, con molte esordienti, senza un raduno prima del torneo, le azzurre sono state mandate allo sbaraglio e non è bastato il cuore e la qualità delle ragazze a evitare ciò che era ovvio. Il fallimento. I cui colpevoli sono ben altri.

Una Federazione seria è una Federazione che sa organizzare. E' una Federazione che dà alle sue squadre la possibilità di lottare al meglio per i traguardi importanti. E' una Federazione che non vive d'improvvisazione e dilettantismo.
Insomma, non è una Federazione come quella guidata da Giancarlo Dondi. Perché? Perché le date del Torneo Fira erano note da tempo, eppure nessuno a Roma ha pensato di riorganizzare quelle del campionato nazionale in modo tale da rendere tutte le azzurre disponibili per l'avvenimento. Volere a tutti i costi il Rugby Day a Roma il 29/30 maggio ha portato ad allungare i tempi del campionato femminile, che così si è sovrapposto alla manifestazione che regalava un pass iridato. Treviso ha preteso di non mandare le proprie giocatrici con la nazionale a una settimana dalla finalissima. Una scelta egoistica, certo, ma più che comprensibile. La Federazione poteva fare una maggior pressione sui veneti, certo, e forse avrebbe ottenuto qualcosa.
Ma perché, visto che il campionato femminile è strutturato con sole sette squadre, non si è potuto organizzare un calendario che prevedesse la finale prima del Torneo Fira? Le semifinali si sono giocate il 3 maggio, la finale si giocherà il 29 maggio. E in mezzo? Solo le partite che danno l'accesso ai mondiali! Geniali. Solo Dondi & Co. possono mettere il Roma Rugby Day davanti a una manifestazione iridata!
E perché le ragazze di Ermolli e Granatelli non si sono potute allenare seriamente assieme prima di partire per la Svezia? Perché il raduno ha coinciso con il volo per Stoccolma?
Ora si piange sul latte versato, si scrive che l'Italia femminile ha clamorosamente perso contro la Svezia, si recrimina per essere stati esclusi dalla prossima Coppa del Mondo. Ma, guardando indietro, i federali non si rendono conto che bastava poco per evitare questa figuraccia? Si rendono conto che anche il rugby femminile ha pari dignità con quello maschile e che anche alle azzurre dev'essere data la possibilità di esprimersi al meglio?

In un'azienda privata, seria e che funziona, chi sbaglia paga. Nel baraccone statale e federale, invece, chi sbaglia continua a farlo. Indisturbato. Con il suo lauto e inutile stipendio.

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